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Valcellina, dove il tempo fermenta: la Festa del Pestith e dei Cibi Vivi

Sulle rive del Lago di Barcis, l’11 e il 12 aprile 2026 va in scena la terza edizione della Festa del Pestith e dei Fermentati, un appuntamento chein poco tempo si è imposto come uno dei poli d’attrazione più originali d’Italia per la cucina contemporanea, capace di far dialogare le tradizioni alpine con le tecniche millenarie dell’Oriente.

Per capire il senso di questa festa bisogna partire da lui: il Pestith (chiamato anche Pestìf o Pestìç a seconda della variante locale), un vero e proprio monumento alla resistenza contadina della Valcellina.

Si tratta di un fermentato di rapa a colletto viola. Anticamente, le rape venivano raccolte in autunno, private delle foglie, lavate e scottate, per poi essere messe a fermentare in tini di legno o cemento insieme a sale, pepe e talvolta aromi naturali. Nei mesi, il tempo e i batteri lattici trasformano l’ortaggio, conferendogli una consistenza tenera e un sapore acidulo, complesso e profondamente aromatico.

Riconosciuto dal 2022 come Presidio Slow Food, il Pestith era il cibo dell’inverno, l’energia che permetteva di superare i mesi freddi. Oggi, da cibo di sussistenza, è diventato ingrediente ricercatissimo dagli chef che cercano l’ “umami” delle Alpi.

Organizzata da Slow Food Pordenone, la manifestazione trasforma Barcis in un laboratorio diffuso: qui si viene per imparare e il programma dei laboratori è di altissimo profilo, con protagonisti che sono vere star del settore.

Sabato 11 aprile, gli appassionati potranno scoprire come coltivare funghi in casa con Carlo Marin o addentrarsi nel mondo del Koji (la muffa nobile alla base di sake e miso) con Nicola Coppe. La domenica vedrà invece salire in cattedra Carlo Nesler, il guru del “cibo vivo” in Italia, che guiderà un approfondimento su miso e shoyu.

La dimensione internazionale è garantita dalla presenza della cuoca coreana Seunghye Ji, dello chef giapponese Masaru e di Inés Lauber da Slow Food Germania. Tra dimostrazioni live di kimchi, kombucha, mochi e kefir, il confine tra la Valcellina e l’Asia si accorcia, rivelando una fratellanza globale basata proprio sulla tecnica della fermentazione.

Vasetti Pestith

Sabato sera il momento più atteso con la cena “Barcis overture”. Ai fornelli si incontreranno due dei nomi più interessanti della critica gastronomica attuale: Michele Valotti (chef de La Madia, Ristorante dell’anno per il Gambero Rosso) e Mariasole Cuomo (del ristorante Spore di Milano). Il menu sarà una sfida ai sensi: dai cappelletti ripieni di Pestith ai taco di tempeh, dimostrando come i fermentati possano essere la chiave di volta per una cucina vegetale audace e moderna.

Per chi vuole semplicemente godersi l’atmosfera del lago, l’Area Food e il Mercato della Terra offriranno il meglio dei prodotti locali e nazionali. Sarà possibile degustare vini naturali nell’Enoteca Slow Wine o rinfrescarsi con birre artigianali e kombucha.

La festa pensa anche al futuro e alla consapevolezza: i bambini avranno il loro laboratorio dedicato (“Cosa bolle in pentola?”), mentre il sabato pomeriggio la Disco Soup trasformerà il recupero degli scarti alimentari in un momento di festa collettiva a ritmo di musica. Per chi invece vuole approfondire la storia locale, la presentazione del libro di Franca Teja sul Pestith racconterà l’anima di una valle (Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso) che ha saputo trasformare un’antica necessità in un’eccellenza culturale.

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