di Riccardo Lagorio – Ha attraversato oceani e confini, seguito migrazioni, incontrato ingredienti inediti e tradizioni diverse tra loro. È entrata nelle cucine di ogni continente, si è lasciata reinterpretare e trasformare. E ovunque sia arrivata, è diventata qualcosa di nuovo senza smettere di essere sé stessa. La pasta nasce italiana, ma il mondo l’ha fatta sua. Dall’11 al 13 settembre 2026 questo straordinario viaggio arriva a Gragnano, dove tutto ha avuto inizio. Torna infatti Gragnano Città della Pasta, la manifestazione promossa dal Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP, insieme a Comune di Gragnano e Regione Campania.

A Gragnano la pasta è una rotta da seguire. Una mappa capace di unire popoli e raccontare cucine lontane. Ogni piatto diventa una finestra aperta sul mondo, un racconto di ingredienti, tecniche e sapori che si incontrano a tavola. Per questo, nel 2026, lo sguardo si allarga oltre i confini e Gragnano diventa il punto di partenza di un giro intorno al mondo.

Tutto è racchiuso dal nome: Mondopasta. L’idea è di offrire al pubblico un’esperienza capace di attraversare continenti, culture e tradizioni. Il cuore della manifestazione è un percorso di andata e ritorno: si parte da Gragnano per esplorare il pianeta attraverso le sue cucine e si ritorna a Gragnano portando con sé nuovi sapori, storie e prospettive. Questo viaggio in punta di forchetta nasce dalla collaborazione con il Laboratorio di Antropologia del Cibo (LAC), che utilizza la cucina per leggere il rapporto tra cibo, persone e territori. Intervengono cuochi provenienti da diverse culture gastronomiche a guidare il pubblico lungo un percorso che parte dall’Italia e si apre alle interpretazioni che la pasta ha ispirato nel resto del mondo.

Si può ammirare la città vestita di colori, suoni, bandiere, cartoline, installazioni e suggestioni internazionali che fanno da cornice a un itinerario capace di unire idealmente le grandi capitali della pasta e le culture che hanno reso la pasta protagonista delle proprie tavole. Insomma, un itinerario gastronomico pensato per sorprendere e mostrare come uno stesso ingrediente possa assumere forme, sapori e significati diversi. Come in tutti i viaggi, per spostarsi in un Mondopasta serve il Pastaporto, il passaporto ufficiale della manifestazione. A chi visita la manifestazione viene consegnato un vero e proprio documento di viaggio che accompagna le persone lungo tutto il percorso gastronomico. Ad ogni degustazione si devono infatti raccogliere timbri e francobolli, costruendo il proprio itinerario personale tra sapori e culture del mondo. L’11 settembre viene emesso il francobollo dedicato alla Pasta di Gragnano IGP appartenente alla serie tematica “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”.

Il racconto continua anche fuori dalla tavola. Per tre giorni Gragnano si riempie di musiche, danze, spettacoli e performance provenienti da culture differenti, trasformando le sue strade in un grande palcoscenico internazionale. Il visitatore viene accompagnato da parate musicali itineranti, brass band, batucada, marching band, percussioni e spettacoli di danza lungo un percorso capace di attraversare linguaggi, tradizioni e geografie diverse. A rendere frizzante il World Music Stage sono stati chiamati dj capaci di muoversi tra afrobeat, cumbia, latin, Balkan brass, reggae e city pop giapponese, mentre buskers e artisti di strada internazionali – giocolieri, acrobati, percussionisti, mimi e trampolieri– contribuiscono a rendere la città campana un grande palcoscenico aperto sul mondo. Del resto, si sa, il cibo avvicina gli uomini. E il mondo si incontra qui. In un piatto di pasta.