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Parco Giardino Sigurtà, il mosaico delle meraviglie

di Anna Sandri – A Valeggio sul Mincio (Verona), dove le colline moreniche lambiscono il fiume, l’estate ha tutta la meraviglia del Parco Giardino Sigurtà, un tesoro verde di 60 ettari che nel 2025 ha sfiorato il mezzo milione di visitatori. Tra i parchi naturalistici più belli e apprezzati al mondo, il Sigurtà vive l’estate 2026 in una straordinaria metamorfosi visiva, arricchita da eventi di benessere, mostre d’arte a cielo aperto e una gestione ecologica all’avanguardia.

Un quadro impressionista di profumi e colori

L’estate trasforma il Parco in un mosaico vegetale. Percorrendo il profumato Giardino delle Piante Officinali e il Viale delle Aiuole Fiorite, lo sguardo viene catturato da canna indica, dalie, coleus, echinacea e lavanda. Poco più in là, i Giardini Acquatici evocano atmosfere impressioniste: qui le ninfee e i fiori di loto galleggiano sull’acqua nei toni del rosa, bianco e ciclamino, creando giochi di luce unici.

viale delle rose

Ma l’immagine simbolo del Parco a livello internazionale resta il Viale delle Rose: un chilometro di passeggiata dove fioriscono migliaia di rose rifiorenti (varietà Queen Elizabeth e Hybrid Polyantha & Floribunda) che conduce lo sguardo fino al duecentesco Castello Scaligero, oltre il perimetro del giardino, in una perfetta fusione tra paesaggio interno ed esterno.

Dal Labirinto al “Polirinto”: l’eccellenza botanica

Tra le attrazioni che destano maggior meraviglia c’è sicuramente il Labirinto, opera di architettura vegetale inaugurata nel 2011 e considerata dall’esperto mondiale Adrian Fisher fra i tre più incantevoli al mondo. Composto da 1.500 piante di tasso su una superficie di 2.500 metri quadrati, il tracciato ha una torre centrale ispirata al Bois de Boulogne di Parigi, dalla cui sommità si ammirano le geometrie verdi e la vicina Grande Quercia, un gigante naturale con oltre quattro secoli di vita.

polirinto

L’idea nacque improvvisamente da un’intuizione del proprietario, Giuseppe Inga Sigurtà, davanti a un affresco del 1510 a Palazzo Ducale a Mantova. Recentemente, nel 2025, Sigurtà ha coniato il termine “Polirinto” (dal greco poly-, molti) per colmare una lacuna della lingua italiana: a differenza dell’inglese, che distingue tra labyrinth (percorso unico) e maze (tracciato complesso a vicoli ciechi), la nuova parola definisce un labirinto articolato in più soluzioni e itinerari, con l’ambizione di vederla presto riconosciuta dall’Accademia della Crusca. Per il futuro sono già in cantiere siepi mobili, fontane con cascate e un tunnel sotterraneo che ospiterà un museo con fossili di 20.000 anni fa.

Cracking Nature: l’arte dialoga con l’ambiente

Da metà giugno a metà settembre 2026, il Parco si trasforma in un museo diffuso grazie a “Cracking Nature”, la mostra firmata dal collettivo internazionale Cracking Art: 162 installazioni di animali colorati in plastica rigenerata e rigenerabile popoleranno viali, boschi e laghetti. Con la domanda “Quale animale ti rappresenta?”, il percorso invita a un gioco introspettivo e ironico grazie a mappe dedicate: dalla chiocciola calma e riflessiva al lupo misterioso, fino all’elefante saggio. Un ritorno importante a quattro anni dalla presentazione mondiale dell’opera “Oca”, che conferma il Sigurtà come centro di dialogo tra creatività contemporanea e rispetto per l’ambiente.

Benessere al tramonto e promozioni estive

Quando il Parco chiude al pubblico, il silenzio della natura fa da sfondo a “Natura e Salute”. Fino al 9 luglio 2026, tornano gli appuntamenti serali (dalle 19.00 alle 20.00) dedicati al benessere: lezioni di Yoga il mercoledì con la terapista Laura Orlandi e di Pilates il giovedì con Stefania Roverselli, aperte sia a esperti che a principianti (costo 9 euro a sessione). Inoltre, per tutto il mese di luglio, la speciale “Promo Sabato” consentirà l’ingresso a soli 10 euro (anziché 18) nei giorni 4, 11, 18 e 25, con biglietti acquistabili esclusivamente sul sito ufficiale (sigurta.it). Sarà l’occasione perfetta per ammirare anche la danza di rare farfalle come il Macaone, il Podalirio e la Vanessa che popolano il

giardino.

L’anima green: un ecosistema sostenibile

Dietro la bellezza c’è un costante impegno ecologico. Il Parco adotta la lotta integrata, come l’introduzione di 10.000 coccinelle sul Viale delle Rose per contrastare i parassiti, e impiega un gregge di pecore della Lessinia per la manutenzione naturale delle colline. I 18 laghetti non subiscono trattamenti chimici, affidando l’ossigenazione a ninfee e fior di loto, mentre la rasatura dei prati è affidata a robot a batteria silenziosi a zero emissioni. L’educazione alla biodiversità coinvolge ogni anno 20.000 studenti, mentre la sostenibilità si riflette anche nei punti ristoro (biodegradabili da oltre dieci anni), nel riciclo di 6.000 bottiglie in PET all’anno tramite eco-compattatori e nel recupero inclusivo di vecchie mappe trasformate in taccuini artigianali dalla legatoria sociale “La Bottega Aperta”.

Sei secoli di storia

Quello che oggi è un paradiso visitabile a piedi, in bicicletta, in golf-cart o trenino, nasce nel 1407 come “brolo cinto de mura” a vocazione agricola. Dopo aver visto passare storici proprietari (Contarini, Guarienti, Maffei, Nuvoloni) e ospiti illustri come Napoleone III e Francesco Giuseppe nel 1859 (i cui scontri visti dal Poggio ispirarono la nascita della Croce Rossa), il giardino visse un periodo di declino. La rinascita avvenne nel 1941 grazie all’industriale Carlo Sigurtà, che acquistò la tenuta e ne ripristinò l’antico diritto di attingere acqua dal Mincio. Aperto al pubblico nel 1978, il Parco è famoso in tutto il mondo anche per la straordinaria fioritura di tulipani tra marzo e aprile: un milione di bulbi salutano l’arrivo della primavera tra geometri dettate dai colori. Sigurtà oggi è guidato con visione pionieristica dalla terza generazione della famiglia.

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