Nel cuore di Trastevere, in via Mameli a Roma, si aprono le vetrate di un locale che ha scelto di essere custode della tradizione: guidata da Alessandra Ruggeri, è l’Osteria della Trippa e oggi inaugura una nuova fase: non un cambio di rotta, ma un’evoluzione che profuma di casa, di radici e di una modernità sussurrata.

Entrare oggi nel locale di Trastevere significa immergersi in un’atmosfera speciale, un intreccio di passato e presente. Il progetto di restyling, curato dal designer Anton Cristell, ha lavorato per sottrazione. Sono riemersi i soffitti a volta, alti sei metri, che restituiscono respiro e nobiltà allo spazio.

Ma la vera novità, che subito fa pensare di essere davvero in una osteria, è il nuovo bancone con sedute, posto d’onore per chi cerca un calice veloce, una piccola degustazione o vuole godersi una cena solitaria immerso nel dinamismo del locale. Con circa 40 coperti interni e una ventina all’esterno, l’osteria mantiene quella dimensione raccolta che favorisce la convivialità vera, quella dove il rumore delle forchette si mescola al racconto dei piatti.

L’abito si rinnova, ma la cucina rimane quella laziale più autentica: l’Osteria della Trippa resta un tempio del quinto quarto. Alessandra Ruggeri non scende a compromessi: la trippa alla romana, la coda alla vaccinara, la coratella e le animelle sono le colonne portanti di una carta che celebra la “cucina povera” elevandola a esperienza gourmet.
Il legame della titolare con la Tuscia viterbese emerge poi da sapori meno consueti ma straordinariamente ricchi. Tra gli antipasti spiccano il carpaccio di cuore di manzo, i nervetti in carpione o la classica frittata romana di patate. Il tutto accompagnato dal pane di un forno storico di Trastevere e una selezione rigorosa di oli extravergine regionali. Non possono mancare carbonara e amatriciana eseguite a regola d’arte.

Due menu degustazione sono stati pensati per chi vuole lasciarsi guidare in un viaggio tematico: Trippa Tasting (lunedì-giovedì): Un percorso di quattro portate interamente dedicato alla trippa per esplorare consistenze e sfumature diverse di un ingrediente che sotto le mani di Alessandra diventa poesia gastronomica; è Viterbo Tasting (giovedì), occasione per scoprire la susaniella (salame di fegato presidio Slow Food), l’acquacotta e la coratella, in un itinerario che sa di tradizioni domestiche tramandate nel tempo.

La carta dei vini è lo specchio della filosofia di Alessandra: una ricerca incessante sul territorio laziale con circa 140 etichette. È un invito a riscoprire i vitigni della regione, spesso capaci di reggere il confronto con nomi ben più blasonati. A sorpresa, anche una significativa presenza di Champagne. Una scelta che deriva dal passato parigino della titolare e che crea un contrasto affascinante: cosa c’è di più audace dell’abbinare una bollicina d’oltralpe a un piatto di trippa o di animelle?
Romana, con radici familiari nella Tuscia viterbese, Alessandra Ruggeri ha aperto Osteria della Trippa nel 2019 scegliendo una posizione defilata rispetto al cuore più turistico di Trastevere. Nel corso degli anni il ristorante ha costruito una clientela affezionata e ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il Bib Gourmand della Guida Michelin dal 2023.
