Sensori crepuscolari e Led qui non sono arrivati: quando il sole inizia a nascondersi dietro le guglie gotiche della cattedrale, un uomo vestito di nero, con mantello e cilindro, appare sulla strada e compie un rito del passato. Questa è Ostrów Tumski, l’”Isola della Cattedrale”, il nucleo più antico e spirituale di Breslavia, Polonia. La cattedrale è quella di San Giovanni Battista e l’uomo è Robert Molendo, un custode di sogni.

Da quindici anni è lui il volto del lampionaio di Breslavia, una figura che nel resto d’Europa è svanita con l’avvento dell’elettricità, ma che qui è protetta come un tesoro nazionale. Il suo compito è accendere, una per una, le 98 lanterne a gas che illuminano i vicoli acciottolati del quartiere.
Lo fa servendosi della Polityka, una lunga asta con la quale apre le valvole e innesca la fiamma. Il soprannome locale, Lampucer, risuona tra i residenti e i turisti, con un misto di rispetto e nostalgia. La vita lampionaio, che di fatto è un dipendente comunale, non è semplice: è in servizio 365 giorni l’anno, senza eccezioni per Natale, Pasqua o le rigide domeniche invernali polacche. In estate, la sveglia suona alle 3 del mattino per lo spegnimento; al tramonto, inizia il giro di accensione.
La storia del gas a Breslavia inizia nel 1845, quando le prime fiammelle furono accese nel ristorante Goldene Gans (l’Oca d’Oro), per poi conquistare l’intera città. Sebbene la modernità abbia preso il sopravvento altrove, Ostrów Tumski ha mantenuto intatta questa tradizione. Accendere una lanterna a gas non è un gesto meccanico: richiede precisione per non danneggiare le reticelle luminose, fragili membrane che trasformano il calore in quella luce calda, tremolante e dorata che nessun lampione elettrico riuscirà mai a imitare.

Il percorso del lampionaio continua per circa tre chilometri e dura un’ora e mezza. È un cammino silenzioso, interrotto solo dal sibilo del gas e dallo scatto metallico dei meccanismi. Chi ha la fortuna di incrociare il signor Molendo durante il suo giro non vede solo un uomo al lavoro, ma assiste quasi a una performance teatrale involontaria.

Ma perché il tempo si è fermato proprio qui? Ostrów Tumski non è un quartiere qualunque. Separata dal resto della città dai ponti sull’Oder, tra cui il celebre Ponte dei Sospiri (Most Tumski), l’isola è un concentrato di storia ecclesiastica e leggende. Senza il rumore del traffico pesante e immersi in questa luce soffusa, i mattoni rossi delle chiese sembrano vibrare di vita propria.

La luce delle lanterne a gas ha una temperatura cromatica che accarezza le superfici, creando ombre lunghe e contrasti morbidi, un’eleganza sobria che invita al silenzio e alla riflessione.

Oggi, seguire il lampionaio è diventata l’esperienza più ricercata dai visitatori di Breslavia. Non esiste un orario fisso; per incontrarlo bisogna conoscere i ritmi del sole o affidarsi alle guide locali che sanno esattamente in quale vicolo spunterà il cilindro nero del signor Molendo.
