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A pochi giorni dalla cerimonia inaugurale e con le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 ormai nel pieno dei giochi e delle sfide, c’è un medagliere che assegna l’oro senza rivali all’Italia: lo certificano i social (TikTok e Instagram in testa) dove tra l’entusiasmo di atleti e staff trionfano i piatti che escono dalle cucine dei villaggi olimpici.

Dimentichiamo le polemiche di Parigi 2024 sulle razioni scarse conquistate dopo file interminabili: l’atmosfera nei villaggi italiani (da Milano a Cortina, passando per la Valtellina e la Val di Fiemme) è radicalmente diversa. Qui, gli atleti stranieri sembrano aver scoperto un nuovo sport: il food blogging.

Al Villaggio di Milano, dove vengono serviti circa 4.500 pasti al giorno (a cui si aggiungono i circa 4mila realizzati quotidianamente a Cortina e i 2.300 Predazzo), di petti di pollo sconditi e un po’ tristi non c’è nemmeno l’ombra: la pasta regna sovrana. Ed è così anche sulla neve. Sotto il vigile occhio dei nutrizionisti, ci sono atleti che nel giusto orario se la possono permettere senza sensi di colpa: i fondisti, per dire, consumano tra le 3.000 e le 5.000 calorie al giorno.

La snowboarder americana Jess Perlmutter è stata diretta: «Qui ho mangiato la pasta migliore della mia vita». E ha confessato anche di avere un debole per il gelato artigianale servito dopo cena. Proprio la pasta, secondo Elisabetta Salvadori, responsabile Food&Beverage dei Giochi, si è rivelata essere uno dei piatti più popolari tra sportivi e membri delle delegazioni: viene preparata al momento e servita in bianco, con sugo di pomodoro o ragù.

Assieme alla pasta, è la pizza il piatto più amato: le snowboarder statunitensi Lili Dhawornvej e Hahna Norman hanno raccontato nelle loro storie di aver consumato «quantità industriali»di pizza durante le serate passate a giocare a carte con i colleghi. Mentre il pattinatore di velocità americano Jordan Stolz ha confessato che, nonostante la sua dieta ferrea pre-gara a base di riso e gel energetici, il suo “sgarro perfetto” post-competizione è già prenotato: pizza e pasta italiana. Lo sciatore sudafricano Matthew Smith ha deciso di documentare ogni pasto, dando un voto di 8.5/10 alla margherita sfornata nel villaggio, apprezzando la versione personalizzata con la bandiera del suo Paese. Lo sciatore statunitense Troy Podmilsak ha ammesso di aver mangiato pizza ogni giorno e a ogni pasto, colazione esclusa.

Henrik Christiansen, il nuotatore norvegese diventato “l’uomo dei muffin” a Parigi, in Italia ha puntato gli occhi sul tortino al cioccolato dal cuore caldo (il lava cake) che spopola tra le canadesi come Courtney Sarault. Christiansen ha scherzato sui social dicendo che potrebbe aver bisogno di imparare uno sport invernale solo per avere accesso illimitato ai dolci italiani. E lo snowboarder svizzero Jonas Hasler, che lo sport invernale lo pratica, in un video ha definito il tiramisù “il muffin olimpico di Milano-Cortina”.

Oltre ai dessert, la curiosità degli stranieri si è accesa per i prodotti locali: a Bresaola della Valtellina è amatissima dagli atleti di sci alpino per l’alto contenuto proteico e la digeribilità, il Parmigiano Reggiano viene consumato a scaglie come snack energetico naturale. Al rito mattutino dell’espresso la pattinatrice austriaca Anna Molnar ha dedicato diversi post, definendolo il vero segreto per svegliarsi al meglio nei villaggi olimpici.

Dietro l’entusiasmo social c’è la pianificazione: oltre ai piatti della tradizione, i menu coprono 93 culture diverse, con opzioni halal, gluten-free, vegetariane e vegane. Severo il controllo per garantire che la qualità delle materie prime sia all’altezza della reputazione italiana, e strutturato in modo da incontrare le esigenze nutrizionali degli atleti.  «Ho mangiato pasta, insalata e pollo. Quindi c’è tutto ciò di cui un atleta ha bisogno» dice Jenning de Boo, campione olandese di pattinaggio di velocità» e questo è il sigillo. Fresca di nomina Unesco, la cucina italiana ha trovato un palcoscenico mondiale per dimostrare tutto il suo valore e a giudicare dalle reazioni non ha tradito le attese.

Tutte le foto sono ricavate dai profili degli atleti dai loro profili TIKTOK

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