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L’estate del “bollino Rosa”: cinque modi per ritrovare la freschezza

Mentre nelle pianure e nelle città si insegue la tregua dal bollino rosso, il comprensorio del Monte Rosa si candida a essere il vero “Bollino Rosa” della stagione: il caldo torrido resta a valle e il piacere delle vacanze si misura in sentieri, laghi alpini, boschi, ghiacciai e aria fresca. Un rifugio climatico dove godersi passeggiate all’aria, picnic senza fretta, tramonti con la felpa e notti rigeneranti sotto il trapuntino.

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1. Il vero lusso: addormentarsi al fresco

Nelle tre valli italiane del Monte Rosa – le valdostane Val d’Ayas e Valle di Gressoney e la piemontese Valsesia – si  gode di un grande privilegio: dormire con la copertina anche ad agosto. Le opzioni per il soggiorno riflettono questa filosofia del riposo, offrendo un’accoglienza che spazia dagli alberghi ricavati da antiche case Walser in legno, costruite secoli fa, fino alle camere affacciate direttamente sui ghiacciai o ai rifugi d’alta quota, dove la sveglia coincide con le prime luci dell’alba sulle vette che superano i 4.000 metri. Addormentarsi con 18 gradi e svegliarsi riposati è il primo, vero benessere della montagna.

Laghi Palasinaz

2. Piatti d’alta quota, senza stagione

Sono tante le ricette che in città spariscono dai menù non appena arriva giugno e l’unico desiderio sono cibi freddi e leggeri. Sul Monte Rosa, l’estate concede il lusso di una cucina di montagna autentica e sostanziosa: polenta concia, fonduta, chnéffléne walser, tome d’alpeggio e zuppe del territorio. Quando la temperatura esterna è di 20 e non di 40 gradi, sono questi i sapori offerti sulle terrazze dei rifugi, da gustare ammirando le grandi vette.

3. Passeggiare anche nelle ore centrali (ma con consapevolezza)

In città, quando si esce dopo pranzo spesso si cerca solo la strada che ci fa passare da un ambiente climatizzato all’altro. In quota è invece il momento perfetto per una camminata rigenerante verso uno specchio d’acqua alpino o un alpeggio. L’aria fresca, tuttavia, non deve far dimenticare la sicurezza: l’intensità dei raggi UV aumenta con l’altitudine e il sole sa essere aggressivo. Cappello, occhiali scuri, crema protettiva e una scorta d’acqua sono indispensabili per camminare in sicurezza.

Laghi Palasinaz

4. Lo yoga che ritrova il suo elemento naturale

Nato come pratica di profonda connessione tra corpo, mente e ambiente, lo yoga ha spesso perso la sua terza componente a causa dei ritmi urbani, confinandosi tra quattro pareti o davanti agli schermi dei salotti. Sul Monte Rosa si riappropria del paesaggio, offrendo sessioni e festival dove la pratica dialoga direttamente con i prati alpini e gli orizzonti che si allungano verso i ghiacciai. Trovare il proprio centro interiore a 2.000 metri, con il massiccio montuoso sullo sfondo, diventa un’esperienza immediata e naturale.

Telecabina-Crest

5. Musica dal vivo a Sant’Anna: il concerto di Francesca Michielin

I grandi concerti estivi sono affascinanti, ma possono essere anche un po’ faticosi: file sotto il sole, caldo e folla accalcata. Oppure, c’è il Monte Rosa.   Il 5 agosto, la conca di Sant’Anna a Gressoney-La-Trinité ospita Francesca Michielin nella rassegna “Da Aosta ai 4.000”. Si sale con la funivia Monterosa Ski e si stende un telo sul prato. L’ingresso è gratuito con registrazione obbligatoria su Eventbrite.

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