di Margherita Toffolon – Un giornalista passato dalla parola scritta all’illustrazione. Fra le tante passioni di Gianluca Biscalchin, sviluppate non solo per lavoro, quella per la gastronomia è stata il vero asso nella manica per trovare una via d’uscita durante la crisi del 2008.

Comincia così a scrivere testi di cibo per un programma di Radio Monte Carlo e, per gioco, a raccontarne il variegato mondo tramite l’immagine riprendendo la passione per il disegno e la pittura tramandata dalla sua famiglia. Nasce così il ritratto dello chef Antonino Cannavacciuolo proprio in un periodo in cui l’alta cucina non aveva ancora l’attuale esposizione mediatica.

I ritratti degli chef, sull’esempio dei personaggi famosi di Tullio Pericoli, diventano il biglietto da visita con cui gli vengono aperte le porte per collaborare con tante riviste attirando l’attenzione delle aziende. Il suo modo personalissimo di rappresentare il cibo è un unicum proprio perché in quegli anni non c’erano illustratori specializzati nel settore.
Biscalchin sdogana l’illustrazione per la gastronomia nei confronti della fotografia, il mezzo di rappresentazione più utilizzato. L’approccio sartoriale che lo contraddistingue conquista il favore delle aziende a conduzione familiare: è ritenuto il più adatto a interpretarle. Per ogni committente costruisce un linguaggio visuale capace di rappresentarne la storia, le tradizioni e non solo i prodotti. Utilizzando stili diversi racconta con ironia e in modo un po’ naif le tante storie che costellano l’universo enogastronomico italiano.

Con disinvoltura e grande capacità interpretativa passa dai grandi formati, come la carta da parati o l’affresco di sei metri quadrati per il ristorante Ora d’Aria di Firenze, alle etichette per i vini, dai libri di geografia per i bambini al packaging aziendale.
Il suo è un percorso di avvicinamento, fatto di tante ore di ascolto dei racconti per poter entrare in fondo alla vita e alla storia delle persone del mondo produttivo. Attitudine che deriva dal passato di giornalista. Anche l’ultimo lavoro per il Frantoio di Sant’Agata di Oneglia dal 1827 di proprietà della famiglia Mela vocata anche per la musica è emblematico del su approccio di ricerca. Proprio in occasione della Milan Design Week 2026 viene presentata la prima edizione speciale del cru d’olio con bottiglia e rivestimento made in Biscalchin che prendono ispirazione dal mondo della musica.
Illustrazioni e foto credit @GianlucaBiscalchin
