Dalla Napoli di fine Ottocento, con i suoi caffè letterari e il fermento culturale, alla moderna torrefazione industriale si muove una storia fatta di aromi profumi intensi, gesti precisi e, soprattutto, di una famiglia che ha saputo trasformare una passione artigianale in un modello d’impresa internazionale. È la storia di Kenon Caffè, realtà campana che oggi rappresenta un punto di riferimento per il settore, capace di coniugare la più autentica tradizione partenopea con una visione contemporanea, etica e tecnologica.

Tutto ha inizio nel 1892, quando Giulio Würtzburger fonda il primo bar di famiglia a Napoli. Da quel momento, la maestria nella tostatura e l’amore per il caffè si tramandano di generazione in generazione, fino alla nascita ufficiale del marchio Kenon nel 1986. Oggi, alla guida dell’azienda ci sono i fratelli Guglielmo e Giovanni Würtzburger. Sotto la loro direzione, la torrefazione è diventata una realtà presente in migliaia di bar e competitiva sui mercati esteri, senza mai recidere quel cordone ombelicale con la qualità e l’identità delle origini.

A fare la differenza è l’approccio verso la materia prima. Per l’azienda, il caffè è un insieme di identità da esaltare. Il processo produttivo inizia con la selezione di circa 18 varietà di caffè verde, provenienti da storici partner in Brasile e nel Centro America (tra cui Guatemala, Honduras, Giamaica e Costa Rica).
La vera rivoluzione sta nella gestione separata: ogni origine viene stoccata in silos dedicati per garantirne la tracciabilità e, soprattutto, viene tostata singolarmente. Non esistono ricette universali; la tostatura segue curve in base al chicco e all’annata del raccolto. «Il nostro lavoro non è uniformare il gusto, ma valorizzare le differenze» spiega Guglielmo Würtzburger. «Ogni caffè viene trattato come un ingrediente unico, con un approccio che eleva il caffè a una vera e propria pietanza, non semplicemente una bevanda».

Solo dopo la cottura, il raffreddamento e una maturazione naturale, le diverse origini vengono assemblate per dare vita alle miscele finali. Un iter complesso, supportato da continui test di laboratorio e micro-tostature di prova, che garantisce una costanza qualitativa straordinaria.

L’innovazione di Kenon abbraccia anche la responsabilità etica. La scelta delle fazende partner non si basa solo sulla bontà del raccolto, ma sul rispetto delle buone pratiche agricole e dei lavoratori locali. I titolari visitano personalmente le piantagioni d’origine per stringere legami di fiducia duraturi.
Oggi questa visione si traduce in un catalogo versatile, che spazia dai grani per i professionisti del settore bar fino alle proposte per il consumo domestico, come macinati, cialde e capsule. La via del caffè passa dal rispetto della terra, del tempo e di quella sapienza antica che, dal 1892, continua a profumare le tazzine.