Il 20 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api: un’occasione per raccontare un angolo d’Italia dove la natura si mostra in tutta la sua perfezione. Qui la primavera si colora del bianco e rosa dei meli, e segna l’inizio di una collaborazione millenaria tra agricoltura e apicoltura.

Il legame tra il melo e l’ape è una vera e propria simbiosi. Mentre le api raccolgono il nutrimento, svolgono il compito vitale dell’impollinazione, assicurando che ogni bocciolo si trasformi in una mela succosa. In Val Venosta, questo è un equilibrio protetto che determina direttamente la qualità del raccolto.

Ma cosa succede dopo la fioritura? Questa è la sfida invisibile che le api affrontano ogni anno: quando i petali dei meli cadono, il cibo scarseggia. È il periodo di “vuoto” prima che le colonie si spostino verso le alte quote. Per colmare questa lacuna, è nato un progetto unico: il Pascolo per le api al Monte Sole.
Tra Laces e Corzes, un ettaro di terreno è stato trasformato in una “mensa a cielo aperto”, nel nome della biodiversità, con 1.400 piante messe a dimora, 17 specie mellifere autoctone selezionate e con piante scelte per resistere al clima arido e fiorire proprio quando le api ne hanno più bisogno.
Questo progetto non è solo botanica, è cooperazione.

Il Pascolo al Monte Sole è il risultato di un lavoro di squadra che vede protagonisti la cooperativa VIP, la Provincia Autonoma di Bolzano, l’Ispettorato forestale di Silandro e gli apicoltori locali. In questo modo i frutteti diventano habitat perfetti: non sono solo luoghi di produzione, ma ecosistemi vivi.