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di Margherita Toffolon – È in Piemonte, e non come si può credere in Campania, che nasce la più grande industria conserviera italiana.  Il merito è di Francesco Cirio, ragazzino di Nizza Monferrato che nel 1850, a soli quattordici anni, si era già distinto per la particolare intraprendenza all’interno del mercato ortofrutticolo di Porta Palazzo a Torino. Solo sei anni dopo, applicando ai prodotti ortofrutticoli il metodo di conservazione inventato dal francese Nicolas Appert e conosciuto come appertizzazione, aprì nel capoluogo piemontese il primo stabilimento Cirio. Dai piselli passò con successo ad altri prodotti agricoli che, grazie al trampolino di lancio dell’Esposizione Universale di Parigi del 1867 furono esportati in tutto il mondo

Un’immagine di raccolta della campagna pomodoro 2024

L’espansione sul territorio nazionale iniziò dopo l’Unità d’Italia con la costruzione di altri stabilimenti conservieri e il recupero di aree agricole abbandonate per la produzione di prodotti freschi destinati anche alla conservazione. Alla morte del suo fondatore, nel 1900, la Cirio-Società delle Conserve Alimentari era una delle più grandi e conosciute industrie agro alimentari d’Europa

Un manifesto pubblicitario Cirio del 1952

Il riferimento partenopeo, che ha tratto in inganno molti sull’origine del marchio, si deve al socio Pietro Signorini che prese in mano le redini della società dopo  Francesco Cirio e in quest’area aprì nuovi stabilimenti conservieri di pomodoro, frutta e altri vegetali. A partire dal 1916 fu il fratello Paolo ad aumentare la notorietà del marchio in tutto il mondo che diventò sinonimo dell’agro-alimentare italiano. Fu invece a partire da metà degli anni ’20, che le campagne pubblicitarie e promozionali contribuirono in modo determinante a portare i tanti prodotti Cirio sulle tavole degli italiani, non solo conserve ma anche carne, pesce, caffè, pasta, latte e marmellate

Per due decenni Leonetto Capiello, Depero e Carlo Dinelli hanno firmato i poster e le illustrazioni più famose. Ci hanno pensato poi gli spot di Carosello, il Paese del sole, il buongustaio, Dalla buona terra, Il sapore del sole a decretare il largo consumo e indirizzare l’acquisto soprattutto dei pomodori pelati. Il famoso claim Come natura crea Cirio conserva ha accompagnato le famiglie italiane fino agli anni ’70 quando l’azienda fu ceduta alla SME e poi privatizzata nel 1993. Dal 2004 spettò al Gruppo Cooperativo Conserve Italia il posizionamento del marchio per la produzione al 100% italiana certificata. Sono gli anni in cui marketing e comunicazione assumono un ruolo determinante sul web e sui social per il lancio di nuovi prodotti, fra cui la Passata in Pet, e in cui viene rafforzata la presenza in 60 paesi.

Le passate in vetro Cirio sulle linee di produzione dello stabilimento di Pomposa

Il rinnovamento d’immagine dell’azienda, sempre legata all’italianità e alla qualità, porta la data del 2013, mentre nel 2019 primeggia per aver ottenuto la certificazione EPD (Environmental Product Declaration) Process per la riduzione dell’impronta ambientale in tutti i cicli produttivi. La valorizzazione delle eccellenze del territorio (Puglia, Toscana e Sicilia) porta allo sviluppo delle linee Cirio Selezioni nel 2020, mentre l’anno successivo il brand viene inserito nel registro dei Marchi storici d’interesse nazionale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La crescita di nuove linee di prodotti non si ferma e, fra i sughi pronti, viene lanciato il Pomodoro Datterino al 100% italiano

Tutte le foto sono di proprietà di Conserve Italia

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