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Il Friuli di Samira:  «È la terra delle infanzie felici»

Il segreto di Samira è un mosaico di bellezza e intelligenza, di eleganza e di ironia. È la showgirl dell’anno, una di famiglia ormai nelle case italiane dove alla sera si gioca con Gerry Scotti, la Ruota della Fortuna e la bellissima co-conduttrice che accende le lettere sul tabellone.

E ora,  Samira Lui è anche ambassador della sua Regione, protagonista a Bit 2026 di un affollatissimo talk nello stand del Friuli Venezia Giulia con il governatore Massimiliano Fedriga, l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini e il direttore deI “Giornale” Tommaso Cerno.
Orgogliosa del ruolo che le è stato assegnato, Samira racconta il forte legame con la sua terra, che considera casa anche se le scelte professionali l’hanno portata altrove. Torna almeno una volta al mese, ama il gusto del cibo e del vino, i panorami che si estendono dalla montagna al mare. Ama il ricordo dei suoi anni da bambina, a San Daniele del Friuli, a Udine dove viveva con la mamma, a Colloredo di Monte Albano dove stava con i nonni: «In Friuli i bambini possono avere un’infanzia felice». «Dicono che i friulani sono persone chiuse, e invece io vi posso garantire che quando un friulano ti dà la mano e ti apre la porta di casa, allora è per sempre». Fiera, insomma, di poter dire “Io Sono Friuli Venezia Giulia”. Così come è nel claim che il governatore Fedriga ha scelto, per dare una identità unica e chiara alla regione.

«La nostra prima sfida» ammette Fedriga  «è stata far sapere che esistiamo. Abbiamo quindi deciso di concentrare tutte le forze sul claim “Io Sono Fvg”, che ha ben saldo dentro di sé l’attaccamento alle nostre radici. Possiamo offrire qualcosa di diverso: un turismo slow di scoperta del particolare ed è un valore aggiunto rispetto alle classiche destinazioni del turismo di massa».

Il Friuli è natura spettacolare, è storia, è arte. È economia vibrante, è simbolo di resilienza (quest’anno saranno ricordati i 50 anni del devastante terremoto, che seminò morte e segnò l’inizio di una rinascita diventata modello nel mondo).  È città bellissime e vive: dopo Gorizia e Nova Gorica nominate insieme Capitale della Cultura (cosa mai accaduta prima, simbolo estremo di come i confini si possano superare), ora sarà la volta di Pordenone, città giovane e ricchissima di stimoli culturali. È una costellazione di borghi dove la vita scorre nel segno della sostenibilità.  A raccontarlo sarà, anche, una nuova strategia comunicativa che sta per arrivare e sarà presentata a breve. 

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