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Il Caffè velato di Mignon, un bagliore di Napoli a Milano

di Riccardo Lagorio – Corso di Porta Romana  è una tra le strade più importanti e centrali di Milano, non troppo distante dal Duomo. Il nome stesso lo dice: da qui partiva il percorso per Roma (o terminava, per chi avesse raggiunto l’antica Mediolanum dall’Urbs). Questa è una delle ragioni per cui sorge sull’attuale Corso una delle più importanti testimonianze della Milano paleocristiana, la chiesa di San Nazaro in Brolo che, secondo tradizione, sarebbe stata fondata da Sant’Ambrogio per custodire le reliquie degli apostoli ricevute da papa Damaso I. Correva il 386 e questo edificio di culto sarebbe stato il primo a croce latina nella storia dell’arte occidentale.

Oggi dal Corso di Porta Romana la facciata della chiesa è nascosta dalla cinquecentesca severa Cappella Trivulzio costruita da Bramantino. Il quartiere è elegante: cibi e vini vengono esaltati da aggraziati negozi e ristoranti di tutto rispetto. Non è forse vero che Bello e Buono si attraggono a vicenda? Si è ulteriormente arricchito un anno fa, all’apertura della Pasticceria Mignon Eccellenze Napoletane, ambasciata dell’azienda dolciaria fondata da Salvatore Acquaviva, partenopeo di origine garantita. Mignon nasce proprio dall’esperienza di questa antica famiglia di pasticcieri napoletani, noti per la cura artigianale delle proprie ricette e per la scelta attenta delle materie prime.

È il grande banco pasticceria all’ingresso, dalle tonalità che richiamano le ceramiche di Vietri sul Mare, a rendere l’ingresso un viaggio a sud, avvalorato dalla presenza di opere d’arte in porcellana di Capodimonte, realizzate per Mignon dai maestri della Real Fabbrica. Collabora allo studio di questi materiali l’Istituto Polo delle Arti Castelli-Palizzi, grazie al contributo che l’azienda ha destinato a sostenere gli studenti in formazione. Come le tazzine in porcellana dalla superficie bianca e lucida, avvolta da un drappeggio modellato a mano che evoca le sculture barocche campane. Il manico dorato aggiunge la nota di luce. Questa tazzina, che si ispira al Cristo velato di Giuseppe Sanmartino che si trova nella Cappella Sansevero di Napoli, è soprattutto utilizzata per il Caffè velato, una curiosa e golosa invenzione di Mignon

Il punto di partenza è un espresso strutturato, con una buona base di corpo e intensità aromatica. Sopra viene adagiata una spuma di ricotta dei Monti Lattari, altro ingrediente che evoca il territorio campano. La ricotta, montata in spuma, conferisce alla tazzina un’insolita cremosità dal delicato contrappunto acido. Il cuore della ricetta è la crema di pistacchio, con il suo registro aromatico complesso, tra tostato e fruttato. Ma è il tocco finale che evoca eleganza e distinzione: polvere d’oro a ricoprire il tutto, rimandando al manico della tazzina. 

Istituto Polo delle Arti Castelli-Palizzi

Le altre ricette di Mignon sono fedeli alla tradizione e, nei laboratori, maestri e tecnici lavorano quotidianamente per rafforzarne l’identità. Tra le specialità della casa la sfogliatella riccia con ripieno di ricotta, semola, canditi e cannella, la sfogliatella frolla con pasta frolla, e le croccanti code d’aragosta farcite in modi diversi: dalla crema classica a quella chantilly, dal cioccolato alla ricotta, dal caramello salato al pistacchio. In eleganti vetrine si possono trovare anche la pastiera, dolce simbolo di Napoli, e la caprese al cacao. Per chi desidera assaggi diversi, sono disponibili sia nel formato torta sia in quello mignon. Anche il babà, se si vuole, si trova in scala ridotta. A carnevale e per San Giuseppe (19 marzo) largo alle zeppole e a Pasqua, tra i lievitati, la colomba con ripieno le albicocche essiccate che si raccolgono alle falde del Vesuvio

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