di Margherita Toffolon – Sulle colline della Valpolicella, dal latino “Vallis-polis-cellae” ossia “Valli dalle molte cantine” ce n’è una in particolare che custodisce una storia imprenditoriale di primaria importanza. Dal 1857 Bertani porta con sé una tradizione vitivinicola che negli anni non è mai venuta meno, anzi si è evoluta costantemente. L’azienda fondata a Quinto di Valpantena dai fratelli Giovan Battista e Gaetano Bertani per la qualità dei vini nel 1923 ricevette il brevetto della Real Casa e il suo Soave fu inserito nel menu per l’incoronazione di re Giorgio VI d’Inghilterra nel 1937.

Parlare di Bertani è percorrere un viaggio, non solo metaforico, nel mondo del vino. È proprio attraverso un viaggio in Francia che i due fratelli approfondiscono le tecniche vitivinicole messe a punto dal professor Jules Guyot, inventore dell’omonimo sistema di allevamento della vite, che poi mettono in pratica in Valpantena. Nei loro vigneti introducono la monocoltura, nuovi sistemi di allevamento e una rivoluzionaria linea di imbottigliamento, tenendo conto che il vino veniva allora venduto ancora sfuso o in botti.

Un insieme di innovazioni per cui, nel 1870, venne fregiata come azienda agricola modello dall’Accademia di Agricoltura, Arti e Commercio di Verona. Dai grandi investimenti in vigneti e in cantina nacquero alcuni dei vini più iconici dell’azienda, esportati già prima della fine del XIX secolo, attraversando l’Oceano Atlantico, con grande riscontro negli Stati Uniti.

Nei primi anni Cinquanta, Bertani acquista la Tenuta Novare ad Arbizzano di Negrar, nel cuore della Valpolicella Classica, terroir straordinario per la presenza di suoli diversi da cui viene prodotto l’Amarone, la cui prima annata è del 1958. Il “vino fatto per durare per sempre” è ottenuto con l’80% di corvina veronese e il 20% di rondinella, uve che vengono messe a riposo sulle arèle per circa 80/90 giorni, a seconda delle condizioni climatiche dell’annata, poi il vino matura in botti di rovere di Slavonia da 50 – 100 ettolitri per circa 8 anni e successivamente affinato in bottiglia di circa un anno. L’Amarone è da sempre il vino identitario di Cantine Bertani tanto che, nel 2022, inaugura il progetto The Library, la collezione di annate storiche di Amarone della Valpolicella Classico custodita nella cantina della sede di Grezzana: dalla primissima vendemmia del 1958, fino alla 2015, a cui tra qualche mese si aggiungerà la 2016. Annate che sono state suddivise in quattro diverse categorie, che riflettono il carattere distintivo dei vini: esuberanza, delicatezza, armonia e finezza.


Del 2024 è invece la riqualificazione e valorizzazione di alcuni spazi inutilizzati della cantina di Grezzana, oggi parte di Angelini Wines & Estates, su progetto dello studio Westway.

A partire dalle tre nuove sale di accoglienza – Sala Fondatori, Sala Archi, Sala Torchi – con i colori ispirati al territorio veronese e i dettagli tratti dagli archivi dell’azienda, s’intraprende la scoperta della visione pioneristica dei fondatori attraverso due specifici percorsi: Valpolicella Classica e The Library Experience. E il viaggio nel mondo dell’Amarone continua.