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Viaggio nella Valle della Gastronomia

Testo e foto di Rita Bertazzoni

C’è una rotta, in Francia, che segue il corso della Saona e del Rodano, dove le distanze si misurano in calici di vino e incontri autentici. È la Valle della Gastronomia (valleedelagastronomie.com), un itinerario di 600 chilometri che da Digione a Marsiglia unisce Borgogna-Franca Contea, Alvernia-Rodano-Alpi e Provenza. Nato nel 2021, il “Voyage Gourmand” invita a rallentare per scoprire l’anima di queste regioni, tra cantine scavate nella roccia e laboratori artigiani. Dalle terre dei Duchi di Borgogna ai filari di lavanda della Drôme, vi portiamo alla scoperta di un territorio dove il cibo è cultura, ospitalità e passione. Un invito a scendere dall’auto per entrare nel cuore dell’eccellenza

Il viaggio inizia sotto i tetti di tegole smaltate di Digione, città che profuma di nobiltà e spezie. Qui, il punto di riferimento è la Cité Internationale de la Gastronomie et du Vin (citedelagastronomie-dijon.fr), un intero quartiere dedicato al “Pasto gastronomico dei francesi”, protetto dall’UNESCO. Si passeggia tra esposizioni interattive e una cantina monumentale, ma l’anima più antica si scopre poco distante, alla Fabrique de pains d’épices Mulot & Petitjean (mulotpetitjean.com).

Fondata nel 1796, questa storica azienda famigliare apre le porte del suo percorso museale per mostrare come la pasta madre del pan di zenzero riposi per mesi prima di essere lavorata con miele e spezie. La giornata trova il suo culmine a tavola da Loiseau des Ducs (bernard-loiseau.com), un ristorante stellato incastonato in un palazzo storico dove la cucina è una celebrazione dei sapori borgognoni con tocchi creativi. Per la notte, l’Hôtel Océania Le Jura (oceaniahotels.com/oceania-le-jura-dijon) offre un rifugio di charme con un giardino interno inaspettato e romantico.

Lasciata la città, la strada si snoda tra i vigneti leggendari della Côte de Nuits. A Chambolle-Musigny, il pranzo all’Hôtel Bellevigne (bellevigne-hotels.com) abbina alcuni dei vini più pregiati a piatti che esaltano i prodotti stagionali.

Proseguendo verso le colline di Arcenant, si entra nel mondo della Liquoristerie Jean-Baptiste Joannet (cremedecassis-joannet.com), dove il fondatore e sua figlia Bérengère portano avanti una tradizione che dura da sei generazioni. Insieme coltivano ribes nero e piccoli frutti che trasformano in liquori pluripremiati. Il consiglio? Assaggiate la loro Crème de Cassis per catturare l’essenza del frutto fresco tra antichi alambicchi.

A Beaune si visita Sab’s – Alambic Bourguignon (alambic-bourguignon.com), ultimo custode dell’arte del distillatore ambulante. Spostando l’alambicco a vapore tra i villaggi, Sab’s trasforma le vinacce di Pinot Nero e Chardonnay in distillati “da viticoltore”. Il risultato sono acquaviti nobili, come l’AOC Marc e la Fine de Bourgogne, che racchiudono l’anima dei cru leggendari.

Spostandosi verso Sampans, nel dipartimento del Jura, lo Château de Mont Joly (https://www.chateaumontjoly.com/fr/) è una gemma da non perdere. In questa dimora del Settecento, lo chef stellato Romuald Fassenet architetta una cucina sensoriale, completata dagli abbinamenti della moglie Catherine, sommelier cresciuta tra i vigneti di Château-Chalon. È un’immersione totale nel gusto, dove la ricerca della perfezione incontra la quiete di un parco secolare.

Nella vicina Dole, la Brasserie Doloise (labrasseriedoloise.fr) è una tappa obbligatoria per chi ama la birra artigianale prodotta con rigore e creatività. Questo microbirrificio produce birre autenticamente “Made in Dole”: schiette e senza fronzoli. Sono nate per la convivialità, perfette da abbinare a un tagliere di salumi e formaggi locali o a un’altra eccellenza di queste terre: la Volaille de Bresse AOC, il pollame più rinomato e amato dagli chef per la sua carne tenerissima.

È a Saint-Usuge, nelle pianure fertili della Saona e Loira, che il GAEC Laurency (gaeclaurency.com/) custodisce il segreto di questa Denominazione di Origine Controllata, unica al mondo. Fondata nel 1991, l’azienda alleva i volatili in libertà con cereali coltivati in loco e metodi sostenibili.

Oltre il ponte sulla Saona, Tournus incanta con l’Abbazia di Saint-Philibert, capolavoro romanico dai rari mosaici medievali dello zodiaco. Il borgo custodisce altri due tesori: l’Hôtel-Dieu, con la sua antica farmacia intarsiata ricca di vasi in maiolica, e il Museo Greuze, che unisce le opere dell’omonimo pittore settecentesco a importanti reperti archeologici locali. Tra botteghe di antiquari e gallerie d’arte, la sosta gastronomica è Le Bouchon Bourguignon (restaurant-greuze.fr) dove lo chef stellato Yohann Chapuis propone una cucina “bistronomica” raffinata. È un omaggio ai tipici bistrot lionesi reinterpretati in chiave borgognona, con piatti generosi che celebrano le materie prime del territorio.

Il paesaggio cambia quando il fiume Rodano diventa il vero protagonista. Arriviamo a Tournon-sur-Rhône, in Ardèche, un borgo dominato da un maestoso castello e stretto tra il fiume e le colline. Qui l’esperienza più suggestiva è sull’acqua con Les Canotiers du Rhône (canotiersboatnbike.com), navigando su barche tradizionali in legno mentre si degustano i vini delle denominazioni Saint-Joseph e Hermitage, in collaborazione con Terres de Syrah (terresdesyrah.com) e Cave de Tain (cavedetain.com).

A terra, l’imponente Castello del X secolo, che domina il Rodano da una roccia granitica, ospita un museo sulla storia della navigazione fluviale e quella dei Signori di Tournon, offrendo terrazze con viste spettacolari sui vigneti della sponda opposta. La passeggiata continua tra gli affreschi cinquecenteschi della Collegiata di Saint-Julien e i sentieri sospesi del Jardin d’Éden, un parco botanico incastonato tra le antiche mura che risale la collina tra fontane e statue. Per mangiare, il bistrot Le Tournesol (www.letournesol.net/) propone piatti veraci e originali, come la carne affumicata con le pigne (babets). Imperdibile un giro al mercato settimanale per assaggiare la caillette (polpetta di carne e verdure) mentre la giornata si chiude all’Hôtel de la Villeon (hoteldelavilleon.com), dimora di charme con spettacolari giardini pensili affacciati sulle vigne terrazzate.

Basta attraversare il ponte pedonale per ritrovarsi a Tain-l’Hermitage, nella Drôme, e immergersi nel paradiso della Cité du Chocolat Valrhôna (citeduchocolat.com). Questo centro di scoperta educa al “buon cioccolato” attraverso laboratori sensoriali e un viaggio virtuale nelle piantagioni, svelando i misteri dell’oro nero ai visitatori di ogni età. Poco distante, il Domaine Courbis (vins-courbis-rhone.com/) a Saint-Péray racconta la storia di una viticoltura eroica, con vigne piantate su pendenze vertiginose di granito che regalano vini di straordinaria mineralità. Si sposano bene anche con i piatti del ristorante Du Jardin à l’Assiette (dujardinalassiette.fr), a Mauves, dove la cucina “fatta in casa” è a base di prodotti freschi e l’atmosfera è accogliente.

Il viaggio approda a Valence, la “porta del sud”. Nel cuore del Vieux Valence, tra vicoli e facciate pastello, spiccano la Maison des Têtes, con i suoi busti scolpiti, e la millenaria Cattedrale di Saint-Apollinaire. Per una pausa nel verde, il Parc Jouvet offre viste sul Rodano, mentre al Kiosque de Peynet si respira l’atmosfera romantica che ispirò i celebri “fidanzatini”. La sosta gourmet è da Don Camillo: qui Frank e Delphine, Maîtres Restaurateurs, propongono una cucina artigianale e bio, dove tutto – dal pane al gelato – è fatto in casa. Per il riposo, l’Hôtel Clos Syrah offre un rifugio moderno immerso nel verde.

L’itinerario si conclude a Romans-sur-Isère, celebre per le calzature e per le sue raviole. Alla Cité de la Raviole (raviolesmeremaury.com), è possibile scoprire i segreti della storica Mère Maury: piccoli quadrati di pasta sottilissima ripieni di formaggio e prezzemolo, simbolo della regione, da osservare nella preparazione e gustare sul momento.

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