Non è solo una questione di fede, né soltanto di sport. Il Cammino di Santiago si conferma, anno dopo anno, come il baricentro di un nuovo modo di intendere il viaggio: lento e profondamente umano. Se il 2024 e il 2025 hanno segnato record storici per l’afflusso di pellegrini in Galizia, il 2026 si prospetta come l’anno del definitivo consolidamento, spinto anche da un inaspettato volano mediatico.

A riaccendere la scintilla, quantomeno in Italia, è il successo di Checco Zalone con “Buen Camino”: il film racconta, alla Zalone, la magia e le fatiche del percorso: e il risultato, dopo aver sbancato il botteghino, è stato quello di una corsa alla ricerca di informazioni. Le ricerche online legate al Cammino sono aumentate del 500%. Un entusiasmo che si riflette direttamente sugli operatori del settore: Girolibero, tour operator leader nelle vacanze attive, ha registrato un incremento di cinque volte nelle visite al proprio portale.

Ma chi sono i moderni pellegrini? Le statistiche dell’Ufficio del Pellegrino di Santiago tracciano un profilo chiaro. Ogni anno in media oltre 450.000 persone raggiungono la Cattedrale (530 mila nel 2025). Gli italiani sono stabilmente sul podio: dopo gli spagnoli, siamo spesso la nazionalità più rappresentata (davanti a tedeschi e americani). Non è più un’esperienza per pochi eletti o pensionati: la fascia d’età predominante è quella tra i 30 e i 60 anni (55%), ma i giovani sotto i 30 sono in costante aumento, attratti dalla possibilità di staccare dalla frenesia digitale.
Per rispondere a questa domanda crescente, Girolibero ha annunciato per il 2026 un nuovo viaggio di gruppo. Il percorso evita i tratti più congestionati per snodarsi tra la Navarra e la Rioja, lungo il Cammino Francese, ma in una veste più intima.
L’itinerario tocca punti di rara bellezza: dal palazzo comunale di Pamplona alle sculture dell’Alto del Perdón, fino al mistero architettonico di Santa María de Eunate. Il viaggio non è solo un esercizio fisico, ma un’immersione nella storia europea, che culmina a Viana, presso la tomba di Cesare Borgia, e sul ponte di pietra di Logroño. Il finale è a Navarrete, dove il gruppo pernotterà in un hotel-bodega tra i vigneti, con una degustazione dei vini locali.

A guidare i viandanti sarà Luigi Cojazzi, esperto che vive in Spagna da 18 anni. «In poco più di cento chilometri si concentra l’essenza di questa esperienza», spiega Cojazzi. «Natura, storia e cultura si intrecciano in un paesaggio rurale variegato, fatto di campi di girasoli e borghi medievali come Estella».
Lungo il Cammino, la logistica è quella del pellegrino: il peso dello zaino, la ricerca dell’alloggio, la preparazione fisica. Ma oggi c’è anche chi chiede servizi organizzati che permettano di affrontare l’esperienza senza l’ansia dei contrattempi difficili da gestire in autonomia. Per questi, Girolibero propone soluzioni che includono il trasporto bagagli e strutture selezionate al di fuori del circuito degli ostelli, rendendo il percorso accessibile anche a chi si sente inibito di fronte a un’esperienza troppo dura.

Le opzioni non mancano anche per chi preferisce le due ruote. Accanto al trekking in Navarra, c’è il viaggio di gruppo in e-bike da Porto a Santiago. La “Via Atlantica”, che segue la costa portoghese, è la scelta ideale per i mesi estivi: meno affollata, rinfrescata dalla brezza oceanica e ricca di villaggi di pescatori dove scoprire la cucina galiziana.
Non importa se a piedi o in bici, in solitaria o in gruppo: l’importante è cominciare a camminare.