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Dry January: la rivoluzione sobria è nel bicchiere

Sembrava una moda, una delle tante destinate a passare in fretta. E invece, un anno dopo l’altro, il Dry January prende sempre più forza ed è ormai un fenomeno che riguarda milioni di persone in tutto il mondo. Il “gennaio a secco”, ovvero senza alcol dopo i tanti e a volte troppi brindisi delle feste, ha assunto contorni culturali globali: non una sfida, ma un esperimento di consapevolezza.

Si può vivere un mese senza alcol? La risposta di chi ci ha provato è corale: non solo si può vivere, ma si vive molto meglio. La storia inizia a Londra nel 2011 quando Emily Robinson, una giovane donna impegnata ad allenarsi per la sua prima mezza maratona, decide di sospendere per un mese, a gennaio, il consumo di bevande alcoliche. Una settimana le basta per notare i benefici: più energia, qualità del sonno nettamente migliorata, lucidità. Ne parla, e la voce di diffonde: sono tantissimi a chiederle consigli, e supporto; sono tantissimi a voler provare a fare come lei. Nel 2013, l’organizzazione no-profit Alcohol Change UK trasforma quell’intuizione nella prima campagna ufficiale.

Già allora sembrava un successo: i partecipanti erano quattromila. Nel 2025, solo nel Regno Unito, si sono registrati oltre 9 milioni di aderenti, con adesioni massicce in Francia, Stati Uniti e una crescita costante anche in Italia, dove il movimento intercetta il più ampio trend del “Mindful Drinking” (bere consapevole).

La scienza conferma che 31 giorni di astinenza sono un toccasana per l’organismo. Già dopo le prime due settimane, la qualità del sonno migliora drasticamente: l’alcol, infatti, altera la fase Rem, rendendo il riposo frammentato. A metà mese, i benefici diventano visibili: la pelle appare più luminosa e idratata, e la “nebbia cognitiva” mattutina scompare. Ma è all’interno che avviene la magia: il fegato inizia a smaltire i depositi di grasso e i livelli di pressione arteriosa tendono a stabilizzarsi. Non ultimo, c’è il fattore economico e calorico: eliminare l’alcol significa tagliare centinaia di calorie “vuote” e risparmiare cifre considerevoli a fine mese.

Uno studio dell’Università del Sussex ha dimostrato inoltre che il 70% di chi partecipa alla sfida continua a bere in modo più moderato anche sei mesi dopo. Il segreto sta nel rompere l’automatismo: ci si rende conto che è possibile socializzare, rilassarsi o festeggiare anche senza una componente alcolica.

Un tempo chi non beveva al bar era confinato a un succo di frutta o a un’acqua minerale, mentre oggi si registra un boom di gradevolissime alternative, dalla birra ai distillati a base di botaniche da usare come base per i mocktail. E se lo spritz ci manca proprio tanto, ecco un’alternativa che non lo farà rimpiangere.

Virgin Spritz” al Pompelmo e Rosmarino

Ingredienti:

  • 60 ml di succo di pompelmo rosa (fresco è meglio)
  • 60 ml di acqua tonica o soda
  • Un pizzico di sciroppo di granatina (dà colore e dolcezza)
  • Ghiaccio a cubetti
  • Per guarnire: un rametto di rosmarino fresco e una fetta di pompelmo

Preparazione:

  1. Riempi un calice da vino con abbondante ghiaccio.
  2. Versa il succo di pompelmo e la tonica.
  3. Aggiungi la granatina e mescola delicatamente dal basso verso l’alto.
  4. Inserisci il rametto di rosmarino: il suo profumo ingannerà l’olfatto, rendendo l’esperienza molto simile a quella di un cocktail alcolico strutturato.
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