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Dal Garda la piccola DOC di un grande vino

di Riccardo Lagorio – È una delle DOC tra le più piccole d’Italia per estensione e, dopo alcuni anni di oblio, ricomincia a farsi sentire con il suo profumo ammandorlato e il suo gusto piacevolmente secco (ma nella versione passito si riscontra l’aroma di miele e un ricordo di albicocca e cachi disidratati in bocca). È il San Martino della Battaglia, il vino che si produce a sud del lago di Garda, tra le province di Brescia e Verona. Il nome ricorda una delle più celebri battaglie risorgimentali, avvenuta il 24 giugno 1859, quella di Solferino e San Martino della Battaglia. Sulla collina più elevata si alza la Torre di 74 metri, inaugurata nel 1893 con pitture e sculture che celebrano l’evento e le altre guerre d’indipendenza. Vale la pena avvicinarsi dal tramonto all’alba, quando lancia lampi tricolori. 

Chi mette in agenda una visita a quei luoghi sacri alla patria o una passeggiata in bicicletta tra le colline moreniche del basso Garda lontano dalla costa affollata può trovare il modo di partecipare alla 49esima edizione della Festa del vino, che è in programma da martedì 11 a domenica 16 agosto al Centro sportivo di San Martino della Battaglia, in Comune di Desenzano del Garda. 

La DOC del vino San Martino della Battaglia risale al 1970. Viene proposto in due versioni: secco e liquoroso. Alla base c’è sempre il vitigno Friulano per almeno l’80% della composizione.  Sui terreni argillosi il Friulano viene infatti coltivato da numerosi decenni e negli ultimi vent’anni ha resistito al successo del Lugana DOC, che viene elaborato con uve Trebbiano. Le aree di produzione in parte si sovrappongono e molti produttori hanno preferito quindi espiantare Friulano a favore del Trebbiano tanto che, secondo Federdoc, gli ettari coltivati a San Martino della Battaglia sono oggi poco più di 16 contro i 2.200 del Lugana. Il San Martino della Battaglia secco sposa fedelmente il fritto di pesce persico, il risotto con le rane o con il pesce d’acqua dolce. Quando invecchiato per almeno quattro anni si può azzardare su un arrosto di vitella. La versione liquorosa si consuma con del Grana padano DOP invecchiato 24 mesi o con delle barrette di cioccolato amaro.

Durante le giornate della Festa del San Martino della Battaglia i visitatori potranno degustare vini di diverse cantine del territorio, con nuove proposte in degustazione, selezionate per celebrare la ricchezza vitivinicola della zona. I vini presenti saranno quelli della tradizione locale (Lugana, Rosa della Valtènesi, Metodo classico e San Martino della Battaglia). Le cantine protagoniste delle degustazioni sono La Rifra, Pilandro, Tenuta Tosi, Vini Milan Bordignon, Azienda Agricola Emilio Pasetto, Società Agricola Danima, Azienda Agricola Castioni, Azienda Agricola F.lli Fraccaroli, Azienda Agricola Sgreva e Cantina Citari. 

Ad accompagnare le degustazioni ci sarà un ricco programma di eventi musicali, tornei sportivi e stand gastronomici con un variegato menu. Un’opportunità per scoprire vecchi e nuovi protagonisti della produzione vinicola locale. La formula prevede anche spettacoli musicali per tutte le età.

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