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Da Torino a SoHo: San Carlo Osteria Piemonte conquista New York

Agnolotti del plin e Bagna Cauda conquistano New York e un gruppo di amici torinesi festeggia una scommessa vinta.  Nella città dove tutto cambia velocemente, un angolo d’Italia ha messo radici e così nell’arco di dieci anni, a SoHo, San Carlo Osteria Piemonte si è trasformata da sogno a istituzione, una sorta di ambasciata del gusto sabaudo nel cuore di New York. 

sala Sanca Carlo

All’ingresso, un massiccio toro di bronzo incastonato nel pavimento richiama il simbolo di Torino; in sala, l’atmosfera intima e il rigore sabaudo si fondono con l’energia di Thompson Street. «Abbiamo messo sul piatto qualcosa che qui, prima, non esisteva» dice Carlo Rolle, fondatore e CEO. Nato in Thailandia e adottato da una famiglia torinese a soli sei mesi, ha trasformato il suo amore per la terra d’adozione in una missione. Insieme a un gruppo di amici imprenditori trentenni, ha esportato il Piemonte in tutta la sua purezza: sapori forti e ricette autentiche per un pubblico che non aveva mai sentito parlare di Tajarin o Bagna Cauda.

Carlo Rolle owner

La scommessa era rischiosa: adattarsi al gusto americano o proporre qualcosa che per quel mercato era del tutto nuovo? San Carlo ha scelto la seconda via e i riconoscimenti non hanno tardato ad arrivare, prima dalla Guida Michelin e poi da prestigiose riviste, da critici severi e anche dal New York Times, che ha consacrato il locale come un punto di riferimento per chi cerca l’Italia vera, lontano dagli stereotipi.

Davide Iacoboni lo Chef

Nella cucina, guidata dal giovane chef Davide Iacoboni, la stagionalità è regola. Le materie prime fresche arrivano dai mercati locali, ma le eccellenze che fanno la differenza viaggiano dall’Italia: il tartufo bianco d’Alba, il cardo gobbo di Nizza Monferrato, i porri di Cervere e l’amaro San Simone, che in tutta New York si può trovare solo qui.  

Un po’ di numeri? 350 chili di Agnolotti del Plin prodotti artigianalmente ogni mese; 50 chili di Bagna Cauda all’anno, proposta in versione classica o con abbinamenti audaci (per esempio, con le capesante) e anche come salsa; una cantina con 250 etichette, sotto la direzione del Beverage Director Mirko Mennuni e con Barolo e Barbaresco tra i più amati dalla clientela.  Al lavoro, c’è una squadra composta da 25 persone. I coperti sono 55 (che diventano 75 con il dehor estivo); la media di accoglienza è di 90 clienti al giorno, il ristorante è aperto sette giorni sui sette.

vitello tonnato
tajarin al tartufo di Alba

Tajarin ai 50 tuorli, Vitello Tonnato e Plin sono le specialità della casa, ma perfino la carne di Fassona qui ha una storia particolare: il fornitore è un allevatore americano che ha importato negli Stati Uniti la genetica originale piemontese, garantendo una qualità che ha convinto anche i palati più esigenti.

la battuta di fassona

Collocata a SoHo, l’Osteria è diventata il rifugio preferito dei manager di Prada e Tommy Hilfiger che hanno le loro sedi in zona, ma anche di star internazionali. Tra i tavoli di San Carlo non è raro incrociare Naomi Watts, Cuba Gooding Jr. o Ed Harris; ci sono passati Jovanotti, Zucchero e Andrea Pirlo. Tutti accomunati dal desiderio di una cucina sincera e servita con quella riservatezza tipicamente sabauda che a New York è merce rara.

Il decennale segna l’inizio di una nuova fase di espansione. «Quello che abbiamo fatto a New York è replicabile» dice con orgoglio Rolle. I prossimi obiettivi sono Montecarlo, e in futuro gli Emirati Arabi. Prima, già a giugno 2026, un bistrot a Marina di Varazze. 

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