di Riccardo Lagorio
All’ingresso del Grand Hotel Terme, nel centro di Abano Terme, si fanno incontro tappeti persiani, sfavillanti lampadari in vetro di Murano, mobili dai preziosi intarsi. Non è sfarzo ostentato: piuttosto un lusso composto e silenzioso, sussurrato. Del resto, in questo Cinque Stelle Lusso, l’unico della provincia di Padova, l’attenzione alla persona è ispirata da empatia e garbo fin dal momento del ricevimento.

Durante i giorni di metà febbraio ricorrono i 28 anni dall’apertura della struttura e si intensificano le proposte per trascorrere San Valentino e Carnevale. Infatti, se l’aspetto medicale legato al fango maturato in grandi vasche si conferma al centro dei programmi per gli ospiti, essendo “unico al mondo per le sue qualità antiinfiammatorie e privo di controindicazioni” come spiega la dottoressq Ermione Hito, direttrice sanitario della struttura, non mancano occasioni per trarre beneficio anche di trattamenti estetici e di svago.

Le acque termali salsobromoiodiche delle piscine sono portate dagli 86°C a cui sgorgano dalla terra ai 33°C o 36°C delle due piscine interne, comunicanti con altrettante piscine esterne, all’interno di un parco di 20mila mq dove svettano palme e imponenti magnolie. La Romanae Thermal SPA permette alle coppie di immergersi nelle atmosfere delle antiche terme romane per esperienze di benessere personalizzate e per recuperare l’equilibrio psicofisico, del benessere, della bellezza antietà grazie all’impiego di alghe coltivate e prelevate dalle vasche di maturazione.
Il Golden touch, rituale per il viso a base di oro 24 carati utilizza invece preziosi elementi per contrastare i segni dell’invecchiamento, rigenerare la pelle a livello cellulare e migliorare la produzione di collagene. Nella Venezia SPA, ricca di mosaici, ci si rilassa tra un bagno e l’altro grazie alla sauna, all’hammam e alla Calle del freddo.
Delle 191 camere, 115 sono quelle deluxe, dai luminosi bagni in marmo e con balcone che guarda il parco e le piscine. Da alcune, come la 409, si ammirano i colli euganei, con l’inconfondibile forma a zuccotto.

Punto di forza dell’hotel è anche l’aspetto culinario. Sontuose le prime colazioni con proposte dolci e salate, laute le cene con scelta di tre primi e tre secondi e ampia selezione di antipasti e verdure a buffet. Per una serata elegante e intima c’è il ristorante Naiade, aperto da giovedì a domenica, con soli 20 posti e con la maestria di Andrea Rossetti. Qui i piatti da scegliere per trasformare il soggiorno termale in un’esperienza gastronomica a due sono gli spaghetti con cicale di mare e caviale, e il rombo con zabaione all’alloro. Per chiudere la serata con musica dal vivo si può prenotare un tavolino al James Bond Bar, posto perfetto per un cocktail.
Relax in acque termali, trattamenti benessere e, volendo, fanghi rivitalizzanti sono un’ottima scelta per San Valentino e Carnevale anche al Grand Hotel Trieste & Victoria. Qui si sono espressamente studiate cerimonie per la coppia. La prima chiama in causa uno dei prodotti più rappresentativi del territorio, il vino. Il Rituale Bacco, dedicato alla coppia, prevede un momento di massaggio esfoliante a base di vinaccioli. A seguire una maschera con fango e mosto a cui segue un bagno. Al termine l’operatrice provvede a stendere una maschera al resveratrolo, il polifenolo anti età che si concentra nelle bucce dell’uva. In 90 minuti il rituale 5 Sensi prevede pediluvio, scrub, maschera capelli e una doccia a cascata con 1200 micro getti d’acqua.
Durante i giorni di Carnevale vengono inoltre organizzati transfer esclusivi per Venezia per passeggiare tra calli e maschere, e serate musicali. Gli ambienti rievocano il periodo di costruzione dell’edificio, il 1912, quando il benessere indotto dai fanghi faceva parte delle grandi novità destinate ai più abbienti. Chi desidera entrare anima e corpo in quel periodo può prenotare la camera 106, dove venne ospitato per alcune settimane il generale Armando Diaz sul finire della Prima Guerra Mondiale. Proprio nella stanza, ricca di cimeli dell’epoca, venne dettato il celebre Bollettino della Vittoria a seguito dell’armistizio siglato a Villa Giusti di Padova (gbholtelsabano.it).
Ma nella località termale e nei dintorni si può davvero costruire una vacanza che include esperienze culturali e gastronomiche. Partendo dal museo civico della città, Villa Bassi Rathgeb, tra dipinti, disegni e sculture di importanti nomi dal XV secolo in avanti come il Moretto e il Pitocchetto. Fino al 15 marzo è possibile visitare la personale dell’artista italo argentina Leonor Fini tra immagini enigmatiche che spesso illustrano la lotta tra eros e thanatos (museovillabassiabano.it). C’è tempo invece fino al 31 luglio per visitare la mostra “MUTAZIONI, maschere e volti tra l’incredibile e l’immaginario” al Museo Internazionale della Maschera, un viaggio tra le trasformazioni umane che stanno ridefinendo il rapporto con il mondo (sartorimaskmuseum.it).
Può essere l’occasione per una piacevole passeggiata a piedi o in bicicletta raggiungere l’abbazia di Praglia per riscoprire l’antica tradizione farmaceutica dei monasteri. Qui i monaci benedettini offrono ospitalità a chi desideri condividere un viaggio interiore e mettono a disposizione dei visitatori i prodotti elaborati con il proprio lavoro delle vigne (da provare Emeritus, il metodo classico da uve raboso), degli alveari e dell’orto botanico con prodotti cosmetici e tisane. C’è anche una biblioteca aperta al pubblico e un laboratorio di restauro di libri antichi, non sempre visitabile.

Tra le numerose cantine che costellano i Colli euganei, nel raggio di una decina di km si possono scoprire il Moscato giallo secco de Il Pianzio a Galzignano (ilpianzio.it) e il metodo classico non dosato di Raboso Friularo della società Agricola Vignalta, alta su Arquà Petrarca (vignalta.it). Chi si trova a passare per di qua durante la pausa pranzo deve fermarsi deve fermarsi nel vicino ristorante Val Pomaro. Vale la pena cedere al suggerimento di Lazzarina Bonello sul salame di propria produzione e dei bigoli al torchio con ragù di vitello e finferli (ristorantevalpomaro.it).

Ottimi souvenir gastronomici sono i salumi che produce Paola Fontana a Este. Oltre al prosciutto Veneto DOP bisogna procurarsi il filetto cotto della timpa, avvolto in foglie di limone di Acireale (salumificiofontana.it). Qualora si abbia più tempo, la Strada del Vino Colli Euganei può provvedere a utili suggerimenti (stradadelvinocollieuganei.it).

