Solo caffè. Oppure caffè e biscotti. Qualcuno preferisce l’uovo sodo; in molti scelgono lo yogurth. C’è chi va direttamente al bar (cappuccino e cornetto), ma non manca chi ha l’abitudine di non pensarci affatto, e di saltarla a piè pari. La colazione, tanto raccomandata da tutti i nutrizionisti per la messa in moto corretta del nostro organismo, è il buongiorno che scegliamo di darci. Ma può essere anche un viaggio: dai ghiacci dell’Antartide alle spiagge della Cambogia, senza nemmeno uscire di casa. Il nuovo libro di Morena Benazzi, la blogger di cucina che firma Armonia Paleo, apre le porte di un mondo inaspettato con il suo ultimo volume dedicato alle colazioni e ai brunch internazionali. 120 ricette che abbattono i confini geografici e, soprattutto, i pregiudizi nutrizionali: ogni piatto è infatti privo di zuccheri raffinati, cereali e latticini.

Dimenticate la solita routine, il risveglio è un’avventura. Se pensate che la colazione sia solo dolce o salata, siete fuori strada: la colazione è, prima di tutto, cultura. Esistono, ad esempio, i “biscotti da slitta” (sledging biscuits). Sono quelli degli esploratori dell’Antartide, pensati per fornire energia immediata nelle condizioni più estreme. Un contrasto affascinante con la modernità dell’Avocado Toast australiano, ormai protagonista dei brunch globali.
Muovendosi verso l’Asia, il concetto di colazione si espande ulteriormente. In Giappone non ci si accontenta di una bevanda calda: il risveglio è l’Asa-gohan, una colazione completa a base di salmone, o magari Dorayaki, i pancake ripieni che hanno nutrito generazioni di appassionati di anime. In Corea, invece, lo street food entra in cucina con il Gyeran-ppang, un panino all’uovo che profuma di mercati orientali, mentre in Cina ci si scalda con le uova al vapore o il Congee, un porridge di cavolfiore e pollo (rivisitato in chiave paleo) che coccola lo stomaco.

Il pancake è forse il re indiscusso della colazione internazionale, ma ogni nazione ne rivendica una versione unica. Se negli USA trionfano quelli in teglia o i classici al mirtillo (Dutch Baby Pancake), il Giappone risponde con i Fluffy Pancakes, talmente alti e soffici da sembrare nuvole. Ma la vera sorpresa arriva dall’Africa e dall’Europa dell’Est. In Kenya si gustano i Vibibi, pancake profumati al cocco e cardamomo, mentre in Russia e Ucraina la tradizione parla il linguaggio degli Oladyi. Persino la Svezia dice la sua con i Pannkakor, sottili e irresistibili.
Per chi ama iniziare la giornata con una spinta proteica, il viaggio si fa ancora più intenso. Dalle Arepas venezuelane ai Burritos del Nuovo Messico, la colazione diventa un pasto sostanzioso che nulla ha da invidiare a una cena. In Giamaica si punta sul pesce con lo “Stamp and Go” (frittelle di pesce), mentre nelle Maldive il tonno incontra il cocco nel Mas Huni, una combinazione esotica che porta il mare nel piatto sin dalle prime
luci dell’alba.

E per chi non teme i sapori forti, ci sono le zuppe: il Pho vietnamita (zuppa di manzo) o la Mohinga birmana (zuppa di noodle e pesce), piatti che per noi europei sanno di cena ma che in Oriente rappresentano il carburante perfetto per affrontare il caos cittadino.
Oltre alla curiosità per le tradizioni lontane, il cuore del progetto di Morena Benazzi è la salute. Accompagnato dalle spiegazioni scientifiche di Fabrizio Rapuzzi, medico dello sport e nutrizionista, il libro dimostra che mangiare “internazionale” non significa scendere a compromessi con la linea o il benessere. Eliminando glutine, latticini e zuccheri, queste 120 ricette trasformano la colazione in un atto di cura verso sé stessi.

Che decidiate di sorseggiare un Bulletproof Coffee (il caffè americano con collagene e grassi “buoni”) o di cimentarvi con uno Zanzibar Bread alle noci e datteri, la colazione è il momento migliore per esplorare il mondo. Non resta che scegliere una meta sulla mappa, accendere i fornelli e lasciarsi guidare dal profumo di spezie lontane. Buon viaggio (e buon appetito).
Morena Benazzi
“Colazioni e Brunch dal mondo. 120 ricette per stare bene e non annoiarsi mai”
Introduzione di Fabrizio Rapuzzi
Ab Ovo editore; pp 304; 25 euro
