di Riccardo Lagorio – Ogni anno, da settembre a novembre, l’Alta Val Taro e la Val Ceno si trasformano in una delle aree più golose d’Italia. Funghi, tartufi, castagne e un calendario di feste accoglienti animano paesi e fine settimana per rendere omaggio al sottobosco, e non solo, come mestiere, tradizione e come ottimo pretesto per una gita fuori porta. Si comincia a Borgotaro, si prosegue ad Albareto, si continua a Bore, si passa da Bedonia e si chiude l’8 novembre con la doppietta Tarsogno-Santa Maria del Taro. Nel mezzo, boschi da attraversare, castelli da scoprire e musei che raccontano quello che il piatto, da solo, non può dire.

Borgotaro apre le danze: il Fungo di Borgotaro I.G.P.
Il fine settimana del 26 e 27 settembre la 51ª edizione della Fiera del Fungo di Borgotaro I.G.P. apre le iniziative autunnali dell’Appennino parmense. Nata nel 1976 come sagra di paese, oggi è un evento che riempie il centro storico. C’è il mercato agricolo, ci sono i piatti cucinati in diretta da parte dell’Officina del Gusto e c’è soprattutto lui, l’unico fungo spontaneo al mondo a non poter essere coltivato: il Boletus di Borgotaro, quattro specie in un unico marchio, trent’anni di tutela europea da festeggiare proprio quest’anno. Chi cerca il porcino perfetto, insomma, sa già dove guardare.

Albareto rilancia: la Fiera Nazionale del Fungo Porcino


Una settimana dopo la chiusura di Borgotaro, tocca ad Albareto: dal 2 al 4 ottobre 2026 va in scena la 29ª edizione della Fiera Nazionale del Fungo Porcino, tre giorni di mostra micologica, escursioni, musica e pranzi e cene che da soli varrebbero il viaggio. L’edizione di quest’anno gira intorno a “Porcino, bosco, passione: una simbiosi tutta da gustare”, e per una volta lo slogan non mente: qui il bosco è il protagonista, con tanto di area per bambini, ovvero per chi il porcino lo scoprirà da grande, magari tra vent’anni, tornando in vacanza dai nonni. Tutti i dettagli su fieradialbareto.it.
Bore si aggiunge al calendario: la Festa della Castagna
Domenica 11 ottobre 2026 il calendario fa tappa a Bore con la Festa della Castagna, una giornata dedicata ai frutti del sottobosco appenninico tra caldarroste, mercatini a tema e stand gastronomici, nel cuore di uno dei borghi della Val Ceno.

Bedonia prosegue con stile: il tartufo nero della Val Ceno

Il penultimo atto, il 17 e 18 ottobre 2026, spetta a Bedonia con la 13ª Fiera del Tartufo, dedicata al tartufo nero della Val Ceno: un prodotto meno chiacchierato del porcino ma non meno prezioso, che qui trova la sua vetrina naturale tra mostre mercato e degustazioni guidate. Se il fungo è la festa che apre l’autunno, il tartufo è quella che accompagna la stagione verso il traguardo. Informazioni su fieradeltartufodibedonia.it.
L’8 novembre, il gran finale: Tarsogno e Santa Maria del Taro
A chiudere davvero la stagione, l’8 novembre, ci pensano due paesi insieme. A Tarsogno cala il sipario sul Festival della Torta d’erbe con la giornata conclusiva tra degustazioni e ricette che raccontano uno dei piatti simbolo della cucina di montagna. Lo stesso giorno, a pochi chilometri di distanza, Santa Maria del Taro festeggia la Festa della Castagna, tra caldarroste, mercatini e l’atmosfera che solo l’autunno appenninico sa regalare. Due paesi, una data, un ultimo saluto alla stagione del raccolto.

E per chi non si accontenta della tavola
Chi arriva per i funghi, in genere, riparte con molto di più. Tra un weekend e l’altro c’è tempo per una passeggiata nei boschi che hanno reso famoso il Fungo di Borgotaro fin dall’Ottocento, quando i montanari emigrati in America ne portarono la fama oltreoceano, e per una tappa ai musei che quel legame lo custodiscono in maniera concreta: il Museo del Fungo Porcino di Borgotaro o quello di Albareto. E poi ci sono i castelli, con le torri e le storie di famiglia: Compiano e Bardi, arroccati sull’Appennino come a ricordare che qui, prima del turismo, c’era la Storia.