A 1.800 metri di altitudine, nel cuore dell’Alpe di Siusi, l’ADLER Lodge ALPE offre un’esperienza speciale, quasi un rito di connessione profonda con la natura. Nell’orizzonte disegnato da Sassolungo, Sassopiatto e Sciliar, la montagna, in uno scenario di rara bellezza, l’appuntamento con l’aperitivo diventa una performance sensoriale che celebra l’identità altoatesina. Due volte a settimana, nella terrazza del Lodge tra il calore del braciere acceso e musica soffusa, l’esperienza gastronomica prende forma sotto gli occhi degli ospiti.

Il taglio dei pregiati salumi locali diventa il preludio a una degustazione che mette al centro i tesori della zona: dai formaggi d’alpeggio che conservano il profumo delle erbe mangiate dal bestiame in estate, fino ai panificati fatti in casa, croccanti e ricchi di cereali antichi. È un momento di scambio in cui il “dietro le quinte” della struttura si svela, permettendo di scoprire l’origine di ogni sapore e la dedizione che anima il personale del Lodge.
La vera innovazione di questa proposta è nella ricerca liquida, frutto di una sinergia totale tra la cucina e il bar. I drink come estensioni del paesaggio perché la carta dei cocktail si basa su un rispetto quasi sacro per l’etnobotanica locale: achillea, menta selvatica, timo limonato e pino mugo sono l’anima di sciroppi, oleoliti e infusioni preparati artigianalmente.

Le bacche del bosco seguono il ritmo delle stagioni, dettando i tempi della miscelazione. Ne è un esempio perfetto il Cosmolodge, un omaggio allo spirito del luogo dove il gin incontra il succo di mirtillo rosso e il Pipa, un particolare vino liquoroso tipico dell’Alto Adige. Per chi cerca suggestioni più vellutate, l’Aetos n.1 unisce le fragole marinate alla vivacità dell’Aetos Sparkling della Tenuta Sanoner, mentre lo Strudel nel bicchiere ricostruisce i sapori del dolce più celebre della regione attraverso mele locali, spezie del territorio e una spuma di cannella.
Un’attenzione particolare è riservata al mondo degli analcolici, un segmento in forte crescita che all’ADLER Lodge ALPE trova una dignità d’eccellenza. Il Pit Ladin, a base di sciroppo di sambuco e infusi territoriali, dimostra come sia possibile creare complessità e piacere anche senza la componente alcolica, mantenendo intatto il legame con la tradizione botanica delle Alpi.
La filosofia del “chilometro zero” prosegue naturalmente nel menù della cena, dove la tradizione viene onorata attraverso tecniche moderne e presentazioni raffinate. Con l’arrivo della primavera, la cucina celebra la rinascita dei prati. Gli Schlutzkrapfen, i classici mezzelune tirolesi, vengono riproposti con un impasto di segale e un ripieno di spinaci freschi e ricotta di maso, esaltati dal burro nocciola e da accenti contemporanei come la ricotta affumicata e i fiori essiccati.
E il risotto ai cereali, dove il carattere deciso del formaggio grigio incontra la sapidità dello speck tostato e la croccantezza dello Schüttelbrot.
Al centro di ogni scelta, il valore della sostenibilità: la riduzione degli sprechi non è solo una pratica gestionale, ma una forma di rispetto verso l’ingrediente, che viene valorizzato in ogni sua parte. La collaborazione stretta con i produttori locali garantisce una filiera cortissima, eliminando l’impiego superfluo di plastica e carta nelle forniture.
