di Anna Sandri – La marea è il respiro di Venezia. Il suo ritmo ne accompagna la vita da sempre, immutabile mentre tutto intorno si trasforma. E nel tempo in cui la città subisce la minaccia crescente dei cambiamenti climatici e l’aggressione quotidiana dell’overtourism, assieme alla marea c’è un’altra cosa che non cambia: la vita a Corte Nova di Castello, un angolo incastonato tra i Giardini della Biennale e l’Arsenale. Qui vivono ancora i veneziani; qui ci si parla dalla calle alla finestra; qui i panni messi ad asciugare sui fili tesi tra un palazzo e l’altro, le tagge, sono ancora quelli autentici, quelli della vita di tutti i giorni.


Melissa McGill, artista newyorkese che nel 2019 aveva incantato il mondo con la sua Red Regatta (52 imbarcazioni tra i canali di Venezia, tutte con vele al terzo dipinte a mano in diverse tonalità di rosso), torna nella città che ama con un nuovo progetto, e ancora una volta i cittadini veneziani sono al suo fianco. Se per la regata rossa era stata l’Associazione Vela al Terzo a collaborare con lei, questa volta sono gli abitanti di Corte Nova: ritirati i panni dalle tagge, hanno lasciato posto alla sua ultima, poetica installazione. Si chiama “Marea”, sono 60 lenzuoli dipinti come onde, che sventolano sulla calle e mentre ricordano i problemi che affliggono la città restituiscono un sentimento di stupore e di bellezza.

Per McGill il movimento dei teli diventa una metafora potente della nostra interconnessione con l’acqua, un respiro condiviso con la vita e con l’anima del luogo. Il progetto vuole celebrare la vitalità che nasce da questa relazione profonda e lanciare un messaggio di resistenza e vitalità comunitaria che conserva una propria voce autentica. «Fin dalla prima volta che sono arrivata a Venezia, nel 1991, Corte Nova mi ha profondamente colpita. I fili del bucato sospesi tra le case formano una trama che riflette le persone che vi abitano, ricca di storie, ritmi e memorie» dice l’artista. «Nel corso degli anni ho assistito in prima persona ai profondi cambiamenti che stanno attraversando Venezia, mentre perde alcuni aspetti della sua identità più autentica; eppure, la vista dei panni stesi ad asciugare mi ha sempre dato speranza: è un segno di vita e di resilienza. Ho iniziato così a interrogarmi su come, attraverso il mio lavoro di artista, potessi attivare, celebrare e rendere visibile la vitalità della comunità veneziana, e allo stesso tempo stimolare una conversazione più ampia e globale sulle sfide che non riguardano solo Venezia, ma le comunità di tutto il mondo».

“Marea” si potrà vedere fino al 10 maggio, e accompagnerà dunque i giorni di vernice dell’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Fino al 20 giugno, invece, la galleria d’arte contemporanea 10&Zero Uno di Chiara Boscolo, in via Garibaldi (Castello 1830), sarà il punto informativo di “Marea” e ospiterà una mostra di Melissa McGill dal titolo “Aquae”.
