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A Pilsen c’è tutto un mondo intorno alla birra

di Riccardo Lagorio – Pilsen, città della Boemia occidentale, oggi è sinonimo di birra, ma le sue origini risalgono, pare, alla fine del Trecento. In quel periodo in tutta Europa poter contare su un mercato annuale dove scambiare merci come spezie e tele o animali veniva considerato di grande prestigio dalle autorità cittadine. Nel 1363 l’imperatore Carlo IV aveva concesso al borgomastro di svolgere il mercato nella piazza, che si sarebbe poi chiamata Repubblica, al centro della città negli otto giorni precedenti e negli otto successivi alla celebrazione di San Bartolomeo, patrono di Pilsen, che cade il 24 agosto. Nacquero allora le prime pilsnerkas, antenate delle attuali birrerie.

Oggi gli angoli della piazza sono occupati da tre moderne fontane che rappresentano la convergenza dei quattro fiumi (Mže, Úhlava, Úslava e Radbuza) nel Berounka. Vale la pena spendere qualche minuto nella cattedrale, intitolata a San Bartolomeo, per le impressionanti vetrate artistiche, da poco restaurate, e la statua in stile gotico della Madonna, in pietra marna. Fuori non si fa fatica a comprendere l’importanza architettonica e storica del luogo, con i palazzi che vi si affacciano. Si può dedicare qualche minuto alla visita della Casa dal Rosario d’oro, Dům u Zlatého růžence, dalla facciata color rosa acceso, all’angolo con via Dřevěné, e del municipio rinascimentale ricco di stemmi storici.

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Proprio accanto al municipio c’è l’ingresso della SPA Beerland dove concedersi un bagno in tinozze di birra abbeverandosi nel contempo da giganti boccali delle versioni bionda e scura. Per avere il massimo del risultato a favore della pelle, dice la responsabile Kristýna Karafová, arricchendosi di vitamina B, bisogna fermarsi ancora mezz’ora stesi nella paglia di orzo. Tre graziose camere sono a disposizione per chi volesse trascorrere la notte (sapone e shampoo alla birra; 80 euro a persona in camera doppia con colazione. beerspa-beerland.com). 

È tanto importante l’arte brassicola per la città che le è stato eretto un museo in uno degli edifici più antichi del centro, a pochi passi dalla cattedrale, accanto alla cosiddetta Torre dell’Acqua. Chi apprezza il tema può conoscere la storia della produzione della birra dall’antichità ai giorni nostri, sorseggiando alla fine una birra non filtrata. L’edificio è anche punto di partenza, accompagnati da una guida, di un viaggio sotterraneo: una vera e propria città lungo un reticolo di 13 km di camminamenti, di cui 900 m percorribili, dove la birra riposava, ma anche si stivavano le derrate alimentari e si eseguivano lavori artigianali (prazdrojvisit.cz). 

Vale la pena trovare il tempo anche per una visita al Museo della Boemia occidentale, che raccoglie interessanti esempi di porcellane rococò, classiche e d’art nouveau e bicchieri in vetro dall’epoca barocca agli anni Cinquanta del XX secolo passando per lo stile Biedermeier (zcm.cz).

Imperdibile la visita guidata alla Pilsner Urquell. Tutto ebbe inizio nel 1842 con l’arrivo del bavarese Josef Groll, che adattò al proprio gusto l’acqua povera di sali minerali di Pilsen e il luppolo boemo. Ottenne una birra dai profumi erbacei e di crosta di pane con un leggero retrogusto amaricante. Dopo oltre centottant’anni il mastro birraio Jiři Fusek sovrintende alla produzione di un colosso di quasi 360 milioni di litri l’anno, all’interno del gruppo PlzeňskýPrazdroj: con i marchi Kozel e Gambrinus si superano i 10 milioni di ettolitri all’anno. Al termine della visita ci si può fermare al ristorante per una sosta e per acquistare campioni di birra da portare con sé (prazdroj.cz). 

Agli amanti dei piccoli numeri viene in soccorso il birrificio della famiglia Holub a Radobyčice, che si raggiunge sulla ciclabile alla periferia di Pilsen. Il microbirrificio è nato dalla ristrutturazione di un fienile di 200 anni e nella sala degustazione accoglie 25 persone, e altre 50 in giardino; le birre sono imbottigliate in plastica riciclata. Da provare la rossa (pivovarradobycice.cz). Se, dopo l’acquisto di birra, si vuole preparare a casa uno spuntino tutto ceco, bisogna passare dalla macelleria di David Plzák, a pochi passi dalla cattedrale. Da provare la salsiccia essiccata di carne di manzo e giovenca (hovězí klobása) con un impasto di semi di cumino, pepe e aglio, infine affumicata con legno di ciliegio (m.farmarske-uzeniny.cz).

Un’ottima scelta per trascorrere la notte è l’hotel Purkmistr, appena fuori Pilsen. Il bagno nella birra è quasi d’obbligo, ma si può scegliere anche quello alla lavanda, alle rose, al cioccolato o alla canapa. Nel ristorante, zuppa di gulash e spätzle ai funghi (purkmistr.cz).

Settembre è il mese adatto per visitare Pilsen con il Busker Festival (dal 3 al 6) e il famoso Festival dei micro birrifici d’Europa. Musica dal vivo, degustazioni di birra e spettacoli teatrali sono invece la colonna portante dei festeggiamenti popolari che celebrano la produzione della prima cotta della Pilsner Urquell il 3 ottobre (visitpilsen.eu).  

Si raggiunge Pilsen dall’aeroporto di Praga (Easyjet da Malpensa; Rynair da Bergamo, Bologna, Treviso e Ciampino; Eurowings e Wizzair da Fiumicino). Da Praga noleggio automobile (carjet.com).

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