di Margherita Toffolon – Andata e ritorno dalle Langhe a Reims per introdurre il metodo champenois e rivoluzionare il mercato anche internazionale con il primo spumante italiano. La storia di Casa Gancia inizia nel 1829 con Carlo che applica nel mondo dell’enologia i saperi della propria famiglia di viticoltori e commercianti di vini e le sue conoscenze di farmacia e chimica.

Nell’antica “Dettoni e C.” nel 1847 rivoluziona la ricetta del Vermouth, utilizzando per la prima volta il moscato come base per le infusioni delle erbe. L’anno successivo si trasferisce a Reims per apprendere i segreti del metodo champenois alla prestigiosa Piper Heidsieck, segreti che poi applicherà, una volta rientrato a Chivasso, alle uve moscato piemontesi per creare il primo spumante italiano. Con il fratello Edoardo fonda nel 1850 la “Fratelli Gancia & C” e dopo quindici anni di ricerca finalizza il “Moscato Champagne” o “Champagne Italiano” riconosciuto come il primo spumante italiano che conquisterà rapidamente i mercati internazionali.

Ma è solo l’inizio di una serie di innovazioni messe a punto da Carlo Gancia. Con l’introduzione delle prime barbatelle di Pinot Nero e Chardonnay provenienti dalla regione Champagne produce lo “Champagne secco” secondo il metodo classico e dà avvio a quella che diventerà la tradizione dell’Alta Langa Metodo Classico. L’esigenza di nuovi spazi spinge i due fratelli a trasferire l’attività in una nuova sede a Canelli per le colline vocate alla coltivazione del Moscato e le profonde cantine sotterranee, poi continuamente ampliate, che consentono il migliore affinamento degli spumanti.
Il “Moscato Champagne” Gancia già alla fine del 1866 oltrepassa i confini italiani e diventa così famoso che, nel 1870, Vittorio Emanuele II conferisce alla Casa Gancia l’onore del “Regio Stemma”. Da quel momento una serie fioccano i riconoscimenti internazionali non solo per il Moscato Champagne, ma anche per il Vermouth, e l’autorizzazione all’uso del claim “Bianco Gancia, Vermouth dell’Aristocrazia e della Regalità”. Sotto la direzione di Camillo, figlio di Carlo, l’azienda lancia il primo Vermouth Bianco a base di moscato di Canelli, premiato all’Esposizione Universale di Chicago (1893) e rivendica il riconoscimento dell’identità autentica dei prodotti italiani.

In quegli gli anni il giovane imprenditore acquista un nuovo stabilimento a Santo Stefano Belbo, espande la produzione e investe nella comunicazione collaborando con i più grandi artisti del tempo da Cesare Saccaggi a Leonetto Cappiello grazie ai quali l’immagine di Gancia acquista una dimensione internazionale e moderna. Parimenti si spende per la promozione culturale e la tutela del settore oltre a capeggiare la battaglia contro le frodi e sofisticazioni del prodotto che porterà, nel 1932, alla nascita del Consorzio dell’Asti per garantire l’origine e la qualità del vitigno e, nel 1937, al riconoscimento di “Unica casa industriale italiana produttrice di Champagne” e ai titoli di “Servitori della Real Casa” e “Provveditori di Sua Maestà il Re”.

Nel 1950, per il centenario dell’azienda viene lanciato l’aperitivo Gancia Rosso e realizzato il manifesto “L’Apéritif centenaire” dall’artista francese Lucien Cayol. Negli anni ’60, con l’Americano Gancia vengono conquistati primi i consumatori esteri e poi quelli italiani. Nel 1980 è il Pinot di Pinot, il primo spumante da vitigno ottenuto esclusivamente da uve Pinot Nero, Bianco e Grigio, ad apparire in numerose campagne e sponsorizzazioni.

L’anniversario dei 150 anni inaugura una fase di grandi progetti per l’azienda, come la ristrutturazione delle Cantine Storiche Gancia che con “Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” dal 2014 è Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Un marchio che nel 2025 torna, dopo oltre un decennio a un gruppo internazionale, sotto il controllo di capitale italiano.
Tutte le foto Courtesy nell’articolo, sono di proprietà dei Fratelli Gancia