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Terminillo, la montagna di Roma

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 Si scorge da lontano, sin dalla conca reatina, l’immensa cupola che termina con una superba cima. È il Terminillo, la montagna di Roma. Per meglio dire, non solo una montagna, ma simbolo stesso del turismo invernale del Lazio e di tutta l’Italia centrale e altrettanto apprezzabile meta per escursioni e passeggiate durante il resto dell’anno. Montagna di confine, come dice il nome stesso: su questi crinali passano i limiti territoriali di Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche. Per non parlare dei centri urbani che le fanno da corona. Leonessa, ad esempio: 38 borghi per 2500 abitanti, che diventano dieci volte tanto durante le settimane bianche e d’estate. Una cittadina a quasi 1000 metri di altezza le cui basse case e portici inginocchiati intorno alla piazza principale sono bell’esempio di urbanistica medievale. E le sue chiese: quella dedicata a San Francesco con lo stupendo presepio in terracotta policroma composto da una quarantina di personaggi, opera di artisti abruzzesi del primo Cinquecento; o il magnifico portale di San Pietro, di cent’anni più antico. O ancora Cittareale e la sua Rocca edificata da re Manfredi dall’inconsueta pianta triangolare. Il suo altopiano ha fatto della patata la propria bandiera, insieme alle caciottine di pecora retaggio di antiche transumanze che ancora si consumano tra l’agro romano e la montagna aquilana e la pizza con gli sfrizzoli, i ciccioli di maiale.  Passeggiate stellari Sedotti da paesaggi mozzafiato sulla valle reatina e quelle minori, sui laghi e sulla stessa città di Rieti, gli alpinisti sono stati i primi a scoprire il Terminillo, ben prima degli sciatori. In verità nei secoli andati salivano al Terminillo anche carbonai, boscaioli e cavatori di neve ciascuno di loro avendo l’obiettivo di procurarsi prodotti da vendere nei borghi sottostanti. Oggi le creste lunghe e affilate, gli speroni rocciosi, gli spigoli verticali e gli ampi anfiteatri delle sue pendici che rievocano l’originaria presenza di un ghiacciaio sono una palestra ideale per percorsi a piedi di differente difficoltà e lunghezza o in mountain bike. Base più nota per l’inizio delle escursioni è Pian de’ Valli, località che vide la luce negli anni Trenta del secolo scorso, tra i 1500 e i 1600 metri, dove ci sono circa 26 km di anelli costruiti con lo scopo di creare un polo turistico della neve vicino ai sacri colli della Roma Imperiale. Nel corso degli anni i percorsi si sono qualificati e posti al passo con i tempi. Il più caratteristico è senz’altro il Sentiero Planetario che rappresenta il viaggio del fotone, la particella elementare della luce che dal sole raggiunge Plutone. Su quasi 8 km di percorso 10 piazzole di sosta riportano i nomi e le informazioni dei pianeti del sistema solare (poste in esatta successione e a distanze proporzionali a quelle reali nell’universo); si percorrono in meno di 3 ore collegando i cinque Comuni del comprensorio e raggiungendo infine il Rifugio Sebastiani, in prossimità della Sella di Leonessa a oltre 1900 metri. Sella di Leonessa che si raggiunge grazie a un tortuoso tracciato dal Comune di Micigliano (uno dei meno popolati d’Italia) attraversando un ambiente naturale di eccezionale panoramicità: dalla vetta del Terminillo al Monte Nuria, dalle Gole del Velino al Monte Giano, dove la terra cela sorgenti serbatoio d’acqua per i centri urbani di fondovalle. Utile in questo caso potrebbe rivelarsi l’utilizzo del cavallo, a sella del quale si possono percorrere per più giorni i sentieri intorno alla grande montagna. Per chi ama il brivido, il deltaplano può essere il modo migliore per ammirare vette innevate, ruderi di antiche pievi e borghi disabitati.  Sciare alla romana Tra gli anni Sessanta e Settanta il Terminillo visse un autentico boom turistico. Ambita meta di star dello spettacolo come Mario Girotti (che il pubblico conosce meglio come Terence Hill) e Eduardo de Filippo nonché il matrimonio celebrato tra Gina Lollobrigida e Mirko Skofic nella Chiesetta degli Alpini diedero grande vitalità alla stazione turistica. Furono realizzate la seggiovia del Terminilletto che sale fino a quota 2108, le sciovie Nord, Sud, Togo, le 2 del Terminilluccio e la Fiorito. In quegli anni nacquero nuovi alberghi per soddisfare la crescente richiesta del turismo. Questa situazione ambientale, turistica ed economica al momento creò molta positività per il futuro del Terminillo e per un suo ulteriore sviluppo. Luogo privilegiato per gli amanti dello sport, tra i 1500 e i 2100 metri di quota sono dislocati una funivia, 3 seggiovie e 9 skilift che servendo circa 40 km di piste da discesa, di cui tre omologate anche per gare internazionali, consentono un sicuro divertimento sia al principiante che allo sciatore più esperto. Sono infatti a disposizione dei turisti maestri qualificati che operano in varie scuole di sci, ma poiché l’area del Terminillo è un’oasi ideale per una vacanza o per una breve escursione in grado di ritemprare corpo e spirito, si è provveduto a mettere a disposizione degli ospiti un moderno Palazzo dei Congressi, un ostello per la gioventù, il Rifugio del Cai e numerosi appartamenti. Oltre ovviamente ad alberghi di diverse categorie. In questi anni così avari di neve il Terminillo riscopre la sua antica tradizione anche attraverso impianti di innevamento artificiale. Va letto così nella volontà di un completo rilancio del comprensorio l’inaugurazione a fine del 2013 della seggiovia quadriposto, che garantisce la risalita in poco meno di dieci minuti dai 1146 metri di Campostella ai 1500 metri di Vallorgano, sostituendo il vecchio impianto di risalita monoposto. Per ricominciare a essere la montagna di Roma.   Tritoni crestati e coleotteri rosa Il segreto della vocazione turistica di questi luoghi non è certo solo legato al grande patrimonio artistico o gastronomico. Il clima e una collocazione geografica strategica ne fanno attraente destinazione sia dalla capitale sia da numerose altre città italiane. Le profonde vallate rivolte verso il Tirreno e riparate grazie agli Appennini dai venti orientali consentono un clima mite e umido per gran parte dell’anno. È così che si leva una vegetazione rigogliosa di ginepri, genziane e faggi ma anche di specie vegetali e animali di grande rilevanza per la loro rarità. Oltre a tre specie emblematiche come l’aquila reale, il lupo e l’orso bruno marsicano, rappresentano uno straordinario esempio di biodiversità la presenza del tritone crestato italiano e il coleottero rosalia alpina. Tra i vegetali sarete fortunati a potervi imbattere in uno dei pochi esemplari rimasti su suolo italiano di bivonea di Savi, dal grazioso fiorellino bianco. Dove mangiare Osteria Alta QuotaArredata con materiale di riciclo, ci si viene per un pranzo o una cena veloci. Ma soprattutto per la birra, prodotta a pochi metri dall’omonimo birrificio con l’acqua pura che sgorga dai monti intorno. Si spendono 15 euroLocalità RicciCittareale (Ri)Tel. 0746.1873035 Trattoria Leon d’OroAccoglienza sotto volte di pietra e accanto al grande caminetto, acceso per le carni e le verdure alla griglia. Piatti locali con qualche reminiscenza umbra. Si mangia con 25 euroCorso San Giuseppe, 120Leonessa (Ri)Tel. 0746.923320 Dove dormire Hotel LeoArredamento convenzionale, buon servizio e piacevole centro benessere non distante dal centro storico. Camere a partire da 90 euroLargo Gonesse, 1Leonessa (Ri)Tel. 0746.922908 Hotel CristalloA 1650 metri di altitudine, le piste da sci sono a 50 metri, l’hotel è completo di centro benessere. Si dorme, in doppia, con 100 euroVia dei Cerri, 9 (Pian de’ Valli)RietiTel. 0746.261112

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