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«Essere primi non è mai facile, ma recuperare dopo essersi fatti sorpassare sarebbe piuttosto difficile. Ecco perché non abbiamo scelta: nel campo del legno arredo siamo i migliori e dobbiamo restarlo». Non ha dubbi il presidente nazionale di Federlegno e del Salone del Mobile, Roberto Snaidero. I numeri ispirano ottimismo, ma per l’imprenditore friulano titolare dell’omonima azienda di cucine è fondamentale non cullarsi sugli allori. Abbiamo chiesto al presidente una fotografia del comparto, alla vigilia del 55° Salone del Mobile.

 

Presidente, qual è lo stato attuale del settore italiano del legno?

Dal 2008 al 2014 il comparto ha vissuto grosse difficoltà, specie sul mercato interno. Il 2015 si è chiuso col segno positivo su ambo i versanti: se è vero che la nostra non è una crescita a doppia cifra, bensì del 5-6% annuo, lo è altrettanto che il comparto fattura complessivamente 40 miliardi, di cui il 42% in export. Teniamo conto che il nostro settore è composto soprattutto da Pmi, se escludiamo i primi 10-15 gruppi. In seno a Federlegno contiamo su circa 3000 associati che comprendono l’intera filiera.

 

Chi registra le performance migliori?

Sia le grandi che le piccole aziende del comparto hanno sempre avuto nel proprio Dna l’esportazione, quindi a prescindere dal problema specifico della Russia, in tutti gli altri Paesi – Usa, Francia, Cina – le imprese italiane ottengono buone performance. Anche sul fronte interno finalmente si vede la luce in fondo al tunnel, sia grazie al bonus mobili (prorogato fino alla fine dell’anno) sia per gli sgravi alle giovani coppie, due misure che hanno dato una svolta positiva.

 

Quali sono i punti di forza dell’offerta italiana?

Senza dubbio il design, la qualità del prodotto e l’immagine dei brand. Lo dimostra la vivacità del Salone del Mobile, dove innovazione, ricerca e sviluppo di nuovi materiali lasciano di stucco gli addetti ai lavori. Le nostre aziende investono 50 milioni di euro nella ricerca, e i mercati sono ricettivi. Dopo la Cina, siamo i secondi esportatori mondiali di arredo legno. Ma laggiù non hanno materiali né certificazioni paragonabili alle nostre. I nostri competitors fanno passi avanti, ma noi presentiamo sempre qualcosa di nuovo. Se ci fermiamo, è la fine.

 

Cosa possiamo aspettarci per il prossimo futuro?

Beh, noi continuiamo a vedere segnali di crescita e a darci da fare. Abbiamo in programma un evento a Shanghai a novembre per riconfermare la nostra presenza sul mercato asiatico, dove fatturiamo 300 milioni solo in quel Paese: prima i cinesi ci copiavano e rivendevano sul mercato locale, adesso la classe abbiente può permettersi l’originale ed è ciò che chiede.