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Se la tavola… germoglia!

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 Di porro o di fagioli azuki, di girasole o di erba medica, freschi, sott’olio o sott’aceto che siano, arricchiscono ogni portata non solo di nutrienti ma anche di bellezza, donando al nostro pasto un tocco in più. Per non parlare della nostra alimentazione alla quale aggiungono in leggerezza vitamine, sali minerali e tanto gusto.  È primavera ed è tutto un fiorire di germogli. Belli da vedere, ma buoni anche da mettere in tavola. I germogli sono uno dei mattoni fondamentali dell’alimentazione crudista, un particolare stile alimentare oggi molto di moda. Queste minuscole piantine sono un concentrato di vitamine, enzimi, minerali e proteine. Venivano e vengono tuttora consumate soprattutto in Oriente, ma ormai la contaminazione fra usi ha portato anche da noi questi “gioiellini” naturali, che possiamo acquistare sott’olio, sott’aceto, in acqua e sale o anche freschi.  Vediamone alcuni, corredati con qualche informazione nutrizionale e organolettica. Germogli di soia: ricchi di vitamine (soprattutto la C) e sali minerali. Sono utilissimi per drenare i liquidi (e quindi le tossine) dal corpo. Inoltre apportano potassio, sodio, calcio e fosforo. Germogli di alfaalfa o erba medica: si usano nelle insalate e sono ideali anche in un tramezzino al posto della solita insalatina. Sono ricchi di vitamina C, D, E, K e minerali quali calcio, fosforo, zinco, rame, selenio, silicio, ma non basta. Le foglioline contengono sostanze molto simili agli ormoni che agiscono regolarizzando la produzione ormonale del corpo. Germogli di azuki: sono i germogli di soia rossa, di origine giapponese; hanno un sapore leggermente piccante. Ideali su bistecche ai ferri o nell’insalata. Germogli di aglio: è abbastanza intuibile il tipo di sapore che avremo in bocca quando li mangiamo… Ideali in panini imbottiti, tramezzini, aperitivi, con il pesce.  Germogli di girasole: ricchi di vitamine C, E, di fosforo, calcio e fitosteroli, hanno un delicato sapore di olio e di noce. Ottimi nelle insalate, nel pane e nei salatini. Germogli di finocchio: molto indicati come arricchimento di pane e salatini grazie al delicato gusto di anice. Germogli di grano: fonte di vitamina E, a colazione, nello yogurt o tuffati nel miele sono una squisitezza. C’è anche chi li preferisce tostati e salati, nelle insalate o nella caprese. Germogli di lenticchia: sono da preferire crudi, ma si fanno anche cotti al vapore o saltati in padella. Hanno notevoli quantità di ferro e di vitamine B1, B2 e C. Germogli di porro: di uno splendido verde, hanno un gusto forte. La “morte loro” sono i formaggi freschi e spalmabili. 

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