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Vivere slow a Savona

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Farinata, capricci, pandolce, amaretti di chinotto… non può non ingolosire una passeggiata tra i carrugi storico di questa bella cittadina ligure, e nei suoi ricchi dintorni. Dal mare, dove tutto è iniziato e sul quale affaccia imponente la fortezza Priamar, al delizioso centro storico, fino alle vicine Sassello, Albissola, Finalborgo, è infatti tutto un rincorrersi di profumi, sapori e panorami da sogno   Savona non è città per turisti frettolosi. Bisogna andarla a scoprire quando si ha un po’ di tempo a disposizione. Se vi decidete, cinquanta chilometri dopo Genova, sulla Riviera di Ponente, vi aspetta un centro ligure pieno di fascino e bellezze artistiche, forse anche inaspettate. La sua anima, fin dal passato più remoto, è legata al porto. È quindi da lì, dalla vecchia darsena, che è d’obbligo partire per visitarla. Dalla collina del Priamàr di fronte alla trecentesca torretta, uno dei suoi simboli, nacque infatti la città all’epoca dell’età del bronzo intorno al 1600 a.c. Negli ultimi anni è venuto fuori che proprio sull’omonima fortezza, costruita nel 1542 dagli eterni nemici genovesi per tenere Savona (passata sotto la Repubblica) sotto controllo, si nasconda la cattedrale primitiva costruita sulla rocca e dagli stessi genovesi distrutta nel XVI secolo. All’interno della fortezza si trova il nuovo polo museale: il Museo Archeologico e il Museo della scultrice Renata Cuneo con bronzi, ceramiche, terracotte e il Museo Sandro Pertini con dipinti e sculture di artisti contemporanei da De Chirico a Manzù, Sassu, De Pisis, Morandi, Guttuso… Non si può non fermarsi per godere di un panorama da sogno: volgendo le spalle alla fortezza cisi trova infatti davanti la torre-campanile del Brandale, “a campanassa” perché al suo interno ospita una grande campana; in caso di necessità il suo scampanio avvisava la popolazione. Sulla sua facciata, un pannello con l’immagine di Nostra Signora della Misericordia, patrona di Savona (alla quale è dedicato l’omonimo santuario del ’500, situato in un borgo fuori città costituito anche dal Museo e dall’ospizio dei poveri). Da qui parte il centro medievale molto raccolto e suggestivo dalle stradine strette, i famosi caruggi, costellate da antichi palazzi e dagli oratori. Dove è dolce passeggiarePasseggiando per il centro pedonale si arriva in piazza Duomo con la cattedrale di Santa Maria Assunta della fine del ’500 e la nota Cappella Sistina in stile rococò a decori fioriti denominata così in onore del papa savonese Sisto IV, Francesco della Rovere. A due passi si trova Via Pia. Al 15 ci si può rifocillare da Vino e farinata, trattoria storica rustica dove, lo si deduce dal nome, la farinata classica di farina di ceci e quella bianca savonese di grano (e una minima percentuale di ceci) la fanno da padrone. Il menu è scritto a mano, non c’è telefono e per prenotare bisogna passare personalmente. Ma la città è nota anche per i dolci, basti pensare all’ultracentenario Laboratorio Pasticceria Besio, fornitore dell’ex casa reale, famoso per la frutta candita, i capricci al rum, il pandolce, le uova pasquali, le marmellate e gli amaretti di chinotto. Besio è anche un celebre bar dove si può bere il succo dell’agrume presidio Slow Food. Un altro ambiente storico (del 1878), l’Impresa Amaretti Astengo da cinque generazioni delizia i palati più esigenti producendo amaretti e i pandolci “Antica Genova”.   Gite fuori portaSe ci si sposta leggermente nell’entroterra è Sassello (385 metri) la patria degli amaretti morbidi. Giacobbe è un’azienda artigianale che li fa classici e con varianti (ai frutti di bosco, alla nocciola, agli agrumi) da 60 anni. Se si desidera dopo aver mangiato fare una passeggiata, scendendo in auto di nuovo verso il mare si arriva alla succitata Albissola, da visitare per le sue due ville splendide: l’antica villa romana e la Faraggiana (ad Albissola Marina) del ’700 dai meravigliosi giardini disposti a terrazze. Andando a ponente di Savona, si trova Noli, ex repubblica marinara dal 1200 al 1800, con il suo centro medievale intatto e la sua cattedrale romanica di San Paragorio. A pochi chilometri si trova Finale Ligure, noto centro balneare chiuso tra mura medievali costituito da 3 nuclei: Finale Marina, Finale Pia e Finalborgo. La seconda è la zona più antica con la chiesa di Santa Maria di Pia del ’700 (costruita sulla precedente del 1170) con l’annessa abbazia benedettina. L’incantevole Finalborgo possiede, oltre alla basilica barocca di San Biagio, il magnifico complesso monumentale di Santa Caterina del 1359 costituito dalla chiesa, dal convento, dal museo archeologico, dall’oratorio dei disciplinanti e da due splendidi chiostri rinascimentali. Da non perdere la frazione di Varigotti, piccolo borgo saraceno incontaminato di pescatori con case sulla sabbia.  Storie ceramichePalazzo Gavotti, in Piazza Chabrol, è sede da poco più di un anno, assieme all’Ex Monte di Pietà, del Museo della Ceramica. Polo d’eccellenza di cinque piani della Fondazione De Mari e del comune di Savona offre un viaggio nell’arte “della terra”. La direttrice, la dottoressa Eliana Mattiauda, ci racconta con una punta di orgoglio delle ceramiche presenti: un migliaio di pezzi prodotti a Savona e nella vicina Albissola, per più di 6 secoli tra i più importanti centri ceramici del Mediterraneo. Affascinante è la raccolta di 173 vasi della farmacia dell’antico ospedale San Paolo, tutti istoriati con la figura del santo. Altre collezioni: quella del principe Boncompagni Ludovisi, 200 pezzi del XVI-XVII secolo in ceramica bianca e blu locale; interessanti i numerosi laggioni, mattonelle di maiolica colorate (XV-XVI secolo) utilizzate per ricoprire pavimenti, pareti di saloni, scale. Non solo l’antico, ma anche il moderno è presente. Si possono infatti vedere opere in ceramica déco, futuriste e anche del secondo ’900. Il museo si sta ora arricchendo di un bookshop, uno spazio per esposizioni temporanee e un caffè letterario.  Per saperne di più:www.comune.savona.itwww.museodellaceramica.savona.itwww.teatrochiabrera.it  

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