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TTIP: fermiamo questa barbarie

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 È un accordo per la dittatura commerciale dell’industria Cari lettori,vogliamo parlarvi di un tema forse un po’ astruso, ma sul quale è doveroso soffermarsi perché riguarda la vita di tutti noi, il domani del nostro Paese, il futuro dei nostri figli. Stiamo parlando del “Trattato transatlantico di liberalizzazione del commercio e degli investimenti”, il cosiddetto “Ttip”.Molti di voi magari non ne hanno mai sentito parlare, ma non è colpa vostra, quanto piuttosto di coloro che stanno facendo di tutto per far passare sotto silenzio la partita che si sta giocando sui tavoli più importanti del pianeta, ai fini della sua approvazione.Per spiegarvi in maniera semplice in che cosa consiste questo Ttip che ha l’obiettivo di modificare le regole nel commercio tra Usa e Ue, vi riportiamo un parere di gran lunga più autorevole del nostro: quello cioè di Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia. «È un pessimo accordo e fareste bene a non firmarlo – così Stiglitz ha ammonito l’Europa – non si tratta di un accordo di libero scambio perché questo consisterebbe in tre pagine: noi eliminiamo le nostre tariffe doganali e voi le vostre; noi eliminiamo le nostre barriere non tariffarie e voi le vostre, noi eliminiamo i nostri sussidi e voi i vostri. Ma gli Usa non sono interessati a un accordo di libero scambio, vogliono un patto per la gestione del commercio, gestione per gli interessi particolari negli Usa e nemmeno nell’interesse dei cittadini americani. Il Rappresentante per il Commercio si è rifiutato di rivelare le trattative in corso anche ai membri del Congresso. Vogliono che i nostri rappresentanti siano all’oscuro, figuriamoci i normali cittadini. Questo accordo non serve ad abbassare le tariffe. Riguarda invece le norme ambientali, la sicurezza, il mondo del lavoro. C’è un provvedimento chiamato “accordo per gli investimenti” che dovrebbe servire a difendere i diritti degli investitori, è su questo che loro insistono. In realtà l’accordo non riguarda la protezione degli investitori, ma è un modo per assicurarsi che loro possano scavalcare le norme ambientali, sanitarie etc. Faccio un esempio: l’Uruguay voleva proteggere i minori dalle sigarette tossiche introducendo limitazioni alle pubblicità ma la Philip Morris gli ha fatto causa, perché così avrebbe ristretto il loro commercio e perché loro hanno il diritto di vendere prodotti che uccidono la gente. Con l’accordo che gli Usa vogliono che voi firmiate, rinuncerete al diritto di proteggere i vostri cittadini». In sostanza, se l’Ue firma il Ttip, le multinazionali Usa potranno definitivamente schiacciare i nostri piccoli artigiani. E verremo ancora più invasi dall’industria. Per fortuna, c’è chi dice no, come la Francia.Seguiamo il suo esempio.E buon viaggio del gusto  

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